il feretro di Teto

di Massimo Colonna

«Questa morte è troppo improvvisa», spiega don Eugenio. La chiesa di Santa Maria Assunta è esageratamente piccola per contenere la folla. Una signora si sente male negli ultimi posti perché è «troppo caldo».

L’addio a ‘Teto’ Niente sembra andare nel giorno dell’addio, fino a quando sull’ambone sale Valentina, la sorella di Stefano: «Eri gioia di vivere, spensierato e altruista. Ora non piangiamo per lui». E anche se ha le guance rigate dalle lacrime, almeno alleggerisce un po’ il cuore. E’ uno dei momenti più toccanti del funerale di Stefano Galletti, il 28enne strappato alla vita da un incidente stradale sabato pomeriggio mentre andava allo stadio a vedere la sua Ternana. Circa duemila persone hanno riempito la chiesa di Strettura (Spoleto), dove è nato, e anche il piazzale davanti e le vie adiacenti. «La presenza di tante persone – ha spiegato don Eugenio – mostra la bontà del suo cuore».

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Le anime dei giusti Nel piazzale gente inerpicata ovunque. Rappresentanti delle istituzioni, politici locali e regionali, amici, i giocatori della Ternana con Valjent che posa una maglia rossoverde sul feretro, insieme a quella della Gm10, la squadra in cui giocava Stefano. «Ciao mister», scriveranno su uno striscione anche i ragazzi della Junior Campomaggio, che lui allenava. Ci sono gli amici più stretti che si abbracciano, occhiali scuri. E poi i parenti. Mamma Luciana e papà Dino, la sorella Valentina, gli zii, i nonni e la fidanzata Claudia. «Le anime dei giusti – è la prima lettura dal libro della Sapienza – sono nelle mani di Dio».

Angelo custode «Oggi qui – ha dichiarato don Eugenio Bartoli – dovrebbero esserci i parenti e gli amici di tutti quei ragazzi che perdono la vita in maniera così forte. Ora quei ragazzi sono i nostri angeli custodi. E Stefano è uno di loro. Ora sei tu che devi proteggerci, custodirci. Si sono invertiti i ruoli, se vogliamo: ora sei tu che devi pensare ai tuoi cari».

Morte disumana «Questa morte – ha proseguito don Eugenio – è uno strappo troppo improvviso, disumano. Ma noi dobbiamo andare avanti senza sentirci sconfitti, perché c’è la vittoria della croce, di Gesù Cristo. Pensiamo alla fede, alla speranza e alla carità dei cirenei. Solo così possiamo andare avanti».

Sempre con me Avanti dovrà andare anche Claudia, la fidanzata, che per tutta la cerimonia non si allontana dal feretro. Poi prende la parola. «Stefano ha dato tutto a tanti, è bello vedere così tanta gente in questo luogo per ricordarlo». «Sarai sempre con me», posterà poi sul suo profilo Facebook.

Cuore di sorella «Ricordiamolo per lo spirito con cui affrontava la vita – ha detto poi la sorella di Stefano, Valentina – con spensieratezza e con gioia di vivere. Cerchiamo di essere come lui, con questo spirito. E’ bello vedervi tutti qui accanto a noi, ma non piangiamo per lui». Ai giocatori della Ternana presenti poi l’invito a «vincere per Stefano, che tifava per voi». Parla anche Matteo, un amico: «La vita è come una corsa sul treno. Solo che non sai mai a quale fermata si scende. L’importante è lasciare un buon ricordo. E tu l’hai fatto».

L’addio leggero Applausi quando don Eugenio pronuncia l’andate in pace. Stefano viene accompagnato fuori mentre la gente si abbraccia e piange. Nel piazzale intanto salgono le note di ‘Leggero’, brano di Ligabue che «rispecchia lo spirito di Stefano», dicono gli amici. Ad aspettarlo ancora i parenti per l’ultimo viaggio verso la tomba di famiglia, nel cimitero dietro la chiesa. «Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione», canta Ligabue. Salgono le note, mentre Valentina alza al cielo la foto del fratello. Sua madre piange accanto a lei.

Twitter @tulhaidetto

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One reply on “In 2 mila per l’ultimo abbraccio a Teto: «Amavi la vita, da lassù sei tu il nostro angelo custode»”

  1. Non voglio fare polemica ne criticare qualcuno. Mi rivolgo sopra a tutto ai media. In quell’incidente ,e’ morta anche un’altra persona, non è stata spesa una parola per lui. Si è stato la causa dell’incidente, non era Ternano, ma era un uomo , che avrà una famiglia dei cari degli amici. Un uomo che ha avuto un incidente, come potremmo averne noi. Non ha sparato di proposito a Teto. Ed è morto insieme a lui. Una parola sui giornali per far sapere ai Ternani chi era quel turista americano che è morto a terni, e’ un dovere di cronaca oltre che umano.Scusate ma ripeto non è per fare polemica,ma per ricordare un uomo morto in un incidente stradale, del quale non si sa nulla.

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