di Francesca Marruco
Tutte assoluzioni perché il fatto non sussiste. Si è concluso in questo modo il processo alla ex giunta Pinacoli di Gualdo Tadino accusata a vario titolo di abuso d’ufficio e concussione per presunti illeciti post sisma. La decisione del tribunale collegiale di Perugia, presidente Noviello, a latere Volpe e Cataldo, è arrivata dopo che il pubblico ministero titolare dell’indagine Giuliano Mignini aveva chiesto una condanna a quattro anni e sei mesi, e due a sette mesi e l’assoluzione per insufficienza di prove per tutti gli altri imputati.
L’assessore Alla sbarra era finita tutta la giunta dell’era post sismica. L’assessore Bazzucchi, difeso dall’avvocato Claudio Cimato, era stato rinviato a giudizio per concussione perché secondo la ricostruzione accusatoria, «avrebbe indotto due imprenditori che sin dall’ottobre 1996 avevano inutilmente chiesto al Comune di acquisire un lotto di terreno adiacente al loro opificio, già preesistente, a consegnargli la somma di cinque milioni di lire che lui stesso avrebbe consegnato al vecchio proprietario facendo presente che solo in tal modo avrebbero potuto ottenere l’assegnazione del terreno richiesto».
La giunta accusata di abuso d’ufficio Il resto della giunta invece, tutti difesi dall’avvocato David Zaganelli, era a processo per abuso d’ufficio. Lucia Cappelletti, Paolo Campioni, all’epoca assessore e vicesindaco, Mario Tantari, Sergio Ponti, Angelo Scassellati, Marcello Guidobaldi e Mario Anderlini. Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli imputati accusati di abuso d’ufficio, nell’ambito dell’acquisto del Comune dell’immobile ‘Ex Italfax’, avrebbero «rimosso dall’incarico il responsabile del procedimento che aveva segnalato problemi per l’acquisto e per i costi lievitati a dismisura del terreno e assegnato il procedimento all’allora segretario comunale». In particolare, il problema era legato ad una particella di terreno di circa 50 metri quadrati che in origine era di proprietà demaniale. In questo particolare episodio era coinvolto anche un imprenditore difeso dall’avvocato Valeriano Tascini.
Gli incarichi Un’altra accusa riguardava inoltre l’assegnazione senza gare di alcuni incarichi. In particolare, in questo capo d’imputazione, erano coinvolti Tantari e Guidobaldi per aver «turbato il regolare svolgimento della gara per progettazione e direzione dei lavori relativi alla sistemazione di strade, allacci, per cinque lotti. Lavori per una spesa di circa un miliardo di vecchie lire».
