di Enzo Beretta
Davide Pecorelli vuole impugnare la sentenza di condanna a quattro anni inflitta ieri dal tribunale di Skutari. È quanto si apprende in ambienti difensivi. L’imprenditore tifernate di 49 anni che nel gennaio 2021 si è finto morto dando fuoco all’auto che aveva preso a noleggio, al cui interno fece ritrovare resti di ossa umane per simulare il proprio decesso, per riapparire, mesi dopo, al largo dell’isola di Montecristo, alla ricerca di un fantomatico tesoro di monete, confida nella concessione di misure alternative alla detenzione in Albania per svolgere, ad esempio, lavori socialmente utili che gli impedirebbero di andare in carcere.
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In attesa dell’udienza di estradizione in programma per la fine di maggio i legali dell’ex arbitro potrebbero chiedere la revoca della misura cautelare per scongiurare la consegna, quindi l’esecuzione del mandato di arresto. «Per quanto la condanna sia abbastanza pesante – spiega l’avvocato Andrea Castori – Pecorelli è piuttosto sollevato in quanto la richiesta della Procura era stata di otto anni».
