di Ivano Porfiri
E’ caduto in un laghetto con un piccolo escavatore. Don Alessandro Ceccarelli, 78 anni il 26 maggio prossimo, parroco di San Martino in Colle è stato trovato morto martedì mattina in località Montelovesco di Gubbio.
I fatti I vigili del fuoco sono stati chiamati alle 11 circa. Sopraggiunti al laghetto di Montelosco hanno proceduto al recupero della salma di don Alessandro, don Sandro per tutti, parroco di San Martino in Colle. Per motivi su cui stanno compiendo indagini i carabinieri agli ordini del capitano Pierangelo Iannicca, il religioso ha perso il controllo del piccolo escavatore con cui stava lavorando la terra, precipitando nello specchio d’acqua. Non si esclude il malore come causa dell’incidente. La salma di don Sandro è ancora custodita nell’obitorio dell’ospedale di Gubbio e si attende l’autorizzazione del magistrato per fissare la data del rito funebre.
Parrocchiani insospettiti Il vescovo mons. Mario Ceccobelli è stato tra i primi, martedì mattina a salire fino al laghetto di Montelovesco dove è accaduto l’incidente mortale a don Sandro, che stava operando su un podere con una piccola macchina agricola. Già nei giorni scorsi, aveva subito un lieve incidente ad un piede e per questo si muoveva con un ausilio e un tutore all’arto. Lunedì i parrocchiani si erano insospettiti per la sua assenza alla funzione pomeridiana per la quotidiana preghiera alla Madonna, in occasione del mese mariano. Poi, martedì mattina, proprio uno dei suoi parrocchiani ha notato il suo fuoristrada parcheggiato vicino al leghetto del podere agricolo e poi il mezzo finito nello specchio d’acqua, e aveva lanciato l’allarme.
Il ricordo del vescovo Ceccobelli Don Sandro il 29 giugno avrebbe festeggiato una ricorrenza speciale: quella dei 50 anni di consacrazione sacerdotale. «Lo aveva già annunciato due giorni fa, domenica scorsa – spiega il vescovo di Gubbio, mons. Mario Ceccobelli – in occasione della messa solenne che abbiamo celebrato insieme nella sua parrocchia per impartire il sacramento della Confermazione ai ragazzi». Dal febbraio del 2011, don Alessandro Ceccarelli era stato nominato anche cappellano della casa-famiglia Santa Lucia, la struttura che accoglie minori a rischio guidata da madre Dorotea Mangiapane. Dal 2006 era stato molto vicino alla famiglia di Sara Mariucci, la piccola folgorata su una giostrina e alla quale si attribuiscono segni prodigiosi in corso di approfondimento, legati all’icona della Vergine Morena venerata in Bolivia. «Era un prete buono – lo ricorda il Vescovo – con un’attenzione e un amore particolare per gli ultimi, i deboli, i poveri e i diseredati. Pur vivendo questo momento di forte tristezza, ci piace pensare che proprio la piccola Sara Mariucci lo abbia accolto e accompagnato nel suo passaggio al Cielo».

