di Francesca Marruco
In un video, fatto dai carabinieri che avevano messo le telecamere nel seminterrato degli orrori, ci sono le violenze a cui è stato sottoposto un bambino di nove anni. Il particolare emerge dalle indagini che i carabinieri della compagnia di Gubbio stanno portando avanti da qualche mese e che nei primi giorni di giugno ha portato all’arresto in flagranza di un 65enne residente nell’eugubino- gualdese.
L’accusa Istanti prima che i carabinieri facessero irruzione nel seminterrato di casa di V.S., un pensionato invalido civile con un passato nelle forze dell’ordine, stava abusando di un bambino di nove anni, figlio di alcuni vicini di casa. Lo cristallizza il capo d’imputazione con cui il pm Valentina Manuali ha iscritto nel registro degli indagati l’uomo e lo certificano le intercettazioni audio e video ricavate dai carabinieri, che ad un certo punto sono per forza dovuti entrare per strappare dalle braccia dell’anziano il bambino di nove anni prima che la situazione diventasse ancora più grave.
Nel seminterrato Secondo quanto ricostruito grazie alle intercettazioni, nel seminterrato quella volta, l’uomo si è fatto toccare i genitali dal bambino, e poi si è fatto praticare un rapporto orale. Le riprese avrebbero ripreso solo in parte la scena, perché ad un certo punto i due si sarebbero spostati. L’audio però non lascerebbe adito a dubbi. Senza contare gli altri tipi di riscontri diretti avuti nel corso delle indagini.
Vuole uscire di galera Il 6 giugno scorso l’uomo, davanti al gip Andrea Claudiani che aveva convalidato il suo arresto, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Adesso il suo avvocato Ubaldo Minelli sta redigendo un’istanza di scarcerazione da presentare allo stesso giudice che ha convalidato il suo arresto e ne ha disposto la misura cautelare in carcere. L’avvocato Minelli depositerà a giorni l’istanza per il suo cliente che si professa innocente.
Altri indagati Intanto però le indagini dei carabinieri di Gubbio guidati dal comandante Pier Giuseppe Zago non si sono fermate e ben presto potrebbero portare alla formulazione di altre accuse e all’iscrizione nel registro degli indagati anche di altri uomini che nel tempo avrebbero preso in qualche modo parte agli abusi sul bambino e sulle sorelline.
