Orfeo Goracci ( foto F. Troccoli)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui l’ex sindaco di Gubbio, Orfeo Goracci, torna a parlare dopo la revoca della carcerazione preventiva decisa dal tribunale del Riesame. Goracci è stato arrestato il 14 febbraio scorso nell’abito di un’inchiesta che ha portato in carcere altri otto tra ex amministratori e impiegati del comune di Gubbio. Le accuse nei confronti dell’ex vice presidente del consiglio regionale sono di associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e violenza sessuale. Ecco le parole di Goracci:

Dopo 56 giorni di “prigionia”, di carcere preventivo senza che nessun tribunale mi abbia giudicato colpevole, posso finalmente scrivere.

Utilizzo questo “strumento” per RINGRAZIARE. Ringrazio in primo luogo mia figlia, mia madre, mia sorella e mia suocera. A mia moglie, alla compagna Laura – che è l’unica persona in questa tremenda e assurda vicenda verso la quale mi sento in “colpa” e alla quale debbo delle scuse -, devo gran parte della mia “tenuta” e della lucidità che credo di non aver perso. Se è vero che è sempre stata una persona decisamente in gamba, in questa vicenda si è dimostrata addirittura una donna capace di una forza straordinaria.

Un grazie a parenti, amici e ai tanti/e compagni/e eugubini/e, umbri/e, d’Italia che mi sono stati vicini. Mentre lo tsunami devastava la mia immagine di uomo e di rappresentante politico-istituzionale – con una gogna mediatica senza precedenti … ma anche questo spiega molte cose –, ci voleva coraggio e convincimento a solidarizzare con me, a manifestarmi vicinanza … E VOI LI AVETE DIMOSTRATI ENTRAMBI IN ABBONDANZA!

Quanto leggevo nelle lettere che ricevevo mi dava il segno che non tutti avevano dimenticato quanto di buono era stato fatto da me  e dai compagni che vivevano e soffrivano la mia condizione disumana. Un forte abbraccio, dunque, a Cristina, Lucio, Graziano, Lucia, Antonella, Marino, Nadia e Paolo, e un caro saluto anche agli “avvisati”, anche se con diversi di loro il mio rapporto è stato ed è quello improntato al “lei”.

Un sentito riconoscimento, sia per la professionalità sia per l’umana disponibilità, vada ai miei avvocati difensori Marco Marchetti e Franco Libori.

Non affronto in questa sede gli aspetti giudiziari, mi limito semplicemente a dire che certe “costruzioni” o “ricostruzioni” e un certo modo di fare politica non solo sono aberranti, ma non potranno reggere alla prova dei fatti e degli atti.

Spero di tornare al più presto alla “normalità” e di certo farò di tutto (spero insieme a tanti altri) per difendere non solo la mia onorabilità di uomo e amministratore pubblico che ha sempre fatto della coerenza, correttezza, concretezza e onestà la sua bussola, ma anche per ricordare quello che di buono (e, spesso, tanto buono) abbiamo fatto per Gubbio – basta fare un semplice raffronto tra il prima di noi e il dopo!

“Non può essere dimenticato e tantomeno cancellato quanto è stato realizzato”: così mi ha scritto una persona politicamente distante da me. Ebbene, a questa persona e alle tantissime altre che, come lei – a Gubbio, in Umbria e in Italia – pur nella distanza politica e culturale rispetto alla mia visione, hanno mantenuto, nel silenzio e nella discrezione, una sobrietà tale da poter rimanere al di sopra di schieramenti innocentisti o colpevolisti, stigmatizzando piuttosto la inaudita sproporzione tra i reati contestati e le pene inflitte, il mio grazie davvero sentito.

Speriamo che la primavera restituisca almeno un po’ di quel calore e di vita che il gelido inverno del 14 febbraio ci ha tolto.

Il mio grazie proprio a tutti, anche ai critici e ai delusi in buona fede: visto come la cosa è stata presentata da giornali e TV e data con un grado assoluto e quasi incontrovertibile di certezza, il loro stupore, il loro sbigottimento e la loro delusione sono comprensibilissimi. Però, in queste settimane, le certezze assolute si sono “incrinate”: un numero crescente di persone ha cominciato ad interrogarsi sul fatto che, se ci si serviva dell’Amministrazione Comunale ad “uso privato”, come mai non un centesimo è finito nelle mie tasche (si guardi, invece, a quanto avviene intorno al mondo della politica: Lusi, Lega, tangenti, mazzette,…)?

Voglio invitare tutti ad attendere con serenità l’evolversi della vicenda giudiziaria. A quel punto si vedrà che i “teoremi” assunti come certezze non potranno trovare altrettanto certe dimostrazioni.

Ancora grazie a tutti!

Orfeo Goracci

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4 replies on “Goracci: «Devastato da tsunami mediatico. Ricostruzioni aberranti: non reggeranno»”

  1. Trattati peggio dei Casalesi, mentre i “signorotti della politica si mangiano i milioni di euro alla nostra faccia” In galera ci deve finire bossi e famiglia.

  2. il carcere preventivo, lo decide comunque un giudice in fase preliminare.
    Se un GIP o un GUP ha ritenuto di “tenerlo fermo” per 56 giorni, evidentemente si pensava che potesse inquinare le prove: tipo telefonare, contattare altri, distruggere documenti, ecc.
    Aspettiamo il processo.

  3. LETTERA INUTILE !!!!!!!!!!
    DIMISSIONI:ATTO DOVUTO! NEL RISPETTO DEGLI ELETTORI CHE NON PUO’ PIU’ RAPPRESENTARE.nilareltr
    SERVONO ATTI E NON CHIACCHIERE !!!

  4. Il “Trota” ha avuto un’atteggiamento molto più dignitoso.
    Inoltre Freud avrebbe da che ragionare sull’uso di tutte queste maiuscole e punti esclamativi.

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