Immagini tratte dalla perizia

Il processo per l’incidente del 16 gennaio 2023 in via Sandro Pertini, a Gualdo Tadino, nel quale in seguito a un investimento un ventenne è rimasto ferito in un fosso per quasi venti ore, dovrebbe concludersi il 16 luglio davanti al giudice di Perugia. Imputata una 43enne folignate accusata di fuga del conducente in caso di lesioni personali stradali.

Udienza Il 16 luglio è prevista la discussione finale del processo con rito abbreviato condizionato davanti al gup Giorgio Margheri. In aula dovrebbe tenersi prima la requisitoria del pubblico ministero Franco Bettini, poi l’intervento della parte civile, assistita dall’avvocata Chiara Lazzari, quindi la discussione della difesa dell’imputata, rappresentata dall’avvocato Guido Bacino. Al termine il giudice dovrebbe pronunciare la sentenza.

Perizia Nel fascicolo è stata depositata la perizia dell’ingegnere Andrea Adriani, nominato dal giudice per ricostruire la dinamica dell’incidente. Secondo l’elaborato tecnico, l’impatto avvenne alle 17.36, sotto una forte pioggia. La Fiat Panda condotta dalla 43enne viaggiava a una velocità stimata di circa 55 chilometri orari, superiore al limite di 50.

Impatto Il pedone sarebbe stato investito con un urto di tipo «wrap», impattando frontalmente con l’auto e poi con il parabrezza, prima di essere proiettato in avanti per circa 18 metri. Nella perizia si legge che «lungo l’asse stradale il punto presunto dell’urto è stato individuato circa 18 metri prima della posizione di quiete del pedone», posizione che secondo l’esperto può coincidere con il punto in cui furono trovati il berretto e le cuffiette del giovane.

Cellulare Dall’analisi dei dati emergerebbe che la conducente era distratta dall’uso del telefono. Un elemento ritenuto rilevante per la mancata percezione del pedone e per la causazione del sinistro. La relazione evidenzia che, se la donna avesse prestato attenzione alla strada, avrebbe avuto la possibilità di fermarsi o almeno di ridurre la velocità, limitando le conseguenze dell’impatto.

Pedone Anche il giovane, secondo la perizia, stava usando il cellulare. «Dalla consulenza informatica è emerso che l’ultima interazione WhatsApp con il cellulare avviene alle ore 17.36.04», si legge nell’elaborato, in un orario ritenuto praticamente coincidente con quello dell’incidente. Per il perito questo dato può indicare una possibile distrazione del pedone e spiegare la mancata percezione dell’auto in arrivo.

Accertamenti L’elaborato tecnico sottolinea inoltre l’assenza di segni di frenata prima dell’impatto e il successivo incremento della velocità del veicolo fino a 74 chilometri orari nel tratto dopo l’investimento. L’analisi della posizione del giovane non consente però di stabilire con certezza se al momento dell’urto fosse sulla carreggiata o sulla banchina.

Accusa Nelle carte del pubblico ministero si legge che l’automobilista, dopo l’urto, «si dava alla fuga, omettendo di fermare la marcia e di prestare la dovuta assistenza al pedone», che riportò «lesioni personali gravi». Alla donna viene contestata una condotta colposa per negligenza, imperizia e imprudenza. Secondo l’accusa, procedeva in orario notturno lungo via Sandro Pertini senza osservare le condizioni di sicurezza richieste dalla pioggia e dalla visibilità ridotta, a una velocità superiore al limite e usando il telefono cellulare in prossimità del punto d’impatto.

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