Città della Pieve, immagine dalla pagina del Comune

di Chiara Fabrizi e Sara Calini

Una voragine si è aperta sulla strada provinciale 308 che collega Ponticelli a Po’ Bandino nel territorio comunale di Città della Pieve. Sul cedimento è già intervenuta la Provincia di Perugia, ma il sindaco Fausto Risini non ha molti dubbi: «Qui serve Anas».

Intanto, il video del cittadino che infila una pala nel dissesto, mostrandone la significativa profondità, ha già fatto il giro dei social, anche perché è stato lo stesso Comune di Città della Pieve a diffonderlo. La cronaca dice anche, stando a quanto verificato col sindaco, che sul tratto in cui si è verificato il dissesto si viaggia da martedì 7 luglio a senso unico alternato, ma la modifica alla viabilità non dovrebbe protrarsi a lungo, perché la Provincia di Perugia l’ha chiusa.

Quindi la questione di fondo che solleva Risini su 21,8 km di strada provinciale tra Fabro, Ponticelli e Po’ Bandino, che attraversano tre Province, ossia Terni, Perugia, Siena e di nuovo Perugia. Per il sindaco questo tratto «si è di fatto trasformato in una variante della strada statale 71, che decine di migliaia di automobilisti e camionisti prendono a Fabro e percorrono fino a Po’ Bandino, per poi tornare a viaggiare sulla 71, che è gestita da Anas».

La sp 308 viene preferita in un quel segmento alla statale 71 «perché è dritta, di grande scorrimento», dice il sindaco di Città della Pieve, che vuole fare una proposta. «Convocherò rappresentati di Anas Umbria e Toscana, ma anche delle tre Province, per sollecitare il declassamento della statale 71 nel tratto in cui non viene praticamente più utilizzata, se non dal traffico locale, in favore della riclassicazione della sp 308», che invece da Fabro a Po’ Bandino è trafficata.

Lo scopo della mossa annunciata dal sindaco è chiaro: «Le strada deve diventare competenza di Anas, perché, tanto per dirne una, un breve tratto di quei 21,8 km sono anche competenza del nostro Comune e recentemente abbiamo dovuto finanziare la riasfaltatura, che ci è costata un quinto dell’avanzo di bilancio, ossia 100mila euro». Ecco perché serve Anas.

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