Il Governo non ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell’Umbria con la quale, nelle scorse settimane, era stato accolto il ricorso di famiglie e Comune di Città di Castello contro la soppressione di due direzioni didattiche e di una scuola media, la Alighieri Pascoli. A renderlo noto in due comunicati sono il segretario umbro della Lega, Riccardo Augusto Marchetti, e il coordinatore tifernate di FdI Francesco Algeri Rignanese. Nelle ultime settimane Regione, Comune e famiglie hanno chiesto ripetutamente che la sentenza, visto l’imminente avvio del nuovo anno scolastico, sia applicata per permettere una programmazione regolare.
La Lega Marchetti sostiene che, con la conclusione dell’incarico del commissario ad acta Ernesto Pellecchia e la decisione del Governo di non impugnare la sentenza del Tar, «la competenza è nuovamente della Regione». Per il segretario regionale della Lega è quindi arrivato il momento che Palazzo Donini dia attuazione alla decisione dei giudici amministrativi, individuando insieme ai soggetti coinvolti una soluzione che garantisca certezza a famiglie, studenti e personale scolastico. «Il centrodestra tifernate – sostiene invece Rignanese – si batte per la città e per ciò che è giusto, mentre la sinistra locale è impegnata in ricostruzioni propagandistiche nel tentativo di riguadagnare consensi».
Barcaioli Per l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, la scelta di non ricorrere, pur in assenza di una comunicazione ufficiale del Ministero, confermerebbe «tutta la confusione del Governo su questa vicenda». L’assessore ricorda che fino a pochi giorni fa, durante il tavolo regionale convocato ad hoc per discutere di scuole, il ricorso al Consiglio di Stato veniva dato per certo e sostiene che, se l’esecutivo fosse stato convinto della correttezza del proprio operato, avrebbe dovuto difendere gli atti davanti ai giudici di secondo grado. Barcaioli respinge inoltre le ricostruzioni della Lega, affermando che la sentenza del Tar non ha contestato l’operato della Regione ma gli atti adottati dal commissario nominato dal Governo. L’amministrazione regionale, sostiene, continuerà a lavorare con il Comune, i dirigenti scolastici e le parti sociali per garantire stabilità nell’organizzazione del prossimo anno scolastico.
Pavanelli Sulla vicenda è intervenuta mercoledì anche la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, che annuncia di avere presentato un’interrogazione parlamentare al Governo per chiedere chiarimenti sulla mancata esecuzione della sentenza del Tar. Secondo la parlamentare, a poche settimane dall’avvio dell’anno scolastico servono risposte immediate sull’assetto delle scuole e sull’organizzazione del servizio. Pavanelli ha sottolineato poi il ruolo del commissario ad acta, nominato dal Governo, sostenendo che spetti all’esecutivo verificare il suo operato e assicurare la tempestiva applicazione della decisione del tribunale amministrativo, nell’interesse di famiglie, studenti e personale scolastico.
