©️Fabrizio Troccoli

Si è svolta ieri mattina davanti al gup di Perugia l’udienza preliminare in cui due uomini – un frusinate di 44 anni residente ad Assisi e un albanese di 32 anni residente a Bastia Umbra – sono imputati con l’accusa di combustione illecita di rifiuti.  Secondo la ricostruzione dei fatti i due «appiccavano il fuoco a rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi (tra i quali: legname, materiale plastico, residui di pannelli Osb, stracci, paglia, carta catramata, carta e cartone, parti metalliche riconducibili a carri allegorici) abbandonati o comunque depositati in modo incontrollato nella zona antistante la struttura». Il pubblico ministero spiega nel decreto di citazione a giudizio che i fatti sono avvenuti «nel corso dell’esecuzione di lavori di pulizia che i due stavano svolgendo presso un capannone industriale di Santa Maria degli Angeli». I fatti oggetto delle contestazioni risalgono a luglio 2024. Uno dei due imputati, difesi dall’avvocato Francesca Pieri (l’altro è difeso da Pietro Gigliotti), sostiene che l’incendio sia stato di natura accidentale e ipotizza alcune possibili cause come il forte calore emesso dal bobcat per lavorare o una cicca di sigaretta. In ogni caso – spiega il legale – si sono subito adoperati per spegnerlo ma complice il vento di quel giorno, le fiamme si sono disperse.

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