Il sindaco Romizi e il presidente Marconi

di Francesca Marruco e Daniele Bovi

Se non avesse un che di drammatico e allucinante, la cosa potrebbe anche, seppur molto amaramente, far ridere. Proporre come nuovo amministratore delegato di un’azienda – la Gesenu – che tenta di ‘ripulirsi’ dopo aver ricevuto un’interdittiva antimafia dal prefetto – Antonella De Miro – un uomo per cui la procura di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito di una maxi inchiesta sulla gestione illecita dello smaltimento dei rifiuti lascia senza parole. Come senza parole sono rimasti i soci pubblici di Gesenu – il sindaco Andrea Romizi e il presidente Luca Marconi – che, dopo l’assemblea di mercoledì pomeriggio si sono trincerati in uno sconcertato silenzio. Silenzio che, anche per evitare di essere accomunati ai voleri dei soci privati,  andrebbe ben presto rimpiazzato da una presa di posizione dura e netta, se è vero come è vero, che pensano che la strada per ripianare le cose sia decisamente un’altra.

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VIDEO, COMUNE: «IMPRESSIONA TUTTI QUANTO ACCADE»

La fumata nera La lunghissima giornata del management di Gesenu era stata aggiornata a mercoledì, dopo che martedì pomeriggio i soci privati – il gruppo Cerroni e Carlo Noto La Diega detengono il 55%– avevano annunciato la nomina di due fiduciari, e non un blind trust come avrebbe di gran lunga preferito il Comune e avevano chiesto all’amministratore delegato Silvio Gentile ( nominato dagli stessi soci privati e attualmente indagato dalla Dda di Perugia per traffico illecito di rifiuti) di fare un passo indietro. Che lui fino a martedì sera non si era dichiarato disposto a fare.

VIDEO, INTERVISTA AD GENTILE

Le dimissioni di Gentile Mercoledì poi, poco prima dell’inizio dell’assemblea, con una lunga lettera, l’ad Silvio Gentile ha annunciato le dimissioni: «Benché lo stesso provvedimento prefettizio relativo a Gest chiarisca come “a carico del predetto non figurano cause ostative ai sensi della vigente legislazione antimafia” – ha scritto – ho preso atto della volontà dei soci privati di Gesenu di “sterilizzare” integralmente i componenti da loro nominati in seno al Consiglio di Amministrazione quale misura straordinaria da attuarsi, inter alia, nel tentativo di evitare il commissariamento dei principali contratti/rami di azienda del Gruppo Gesenu. Proprio perché condivido pienamente la suddetta finalità e l’interesse prioritario su tutto a preservare la totale operatività del Gruppo Gesenu, ho accettato con spirito di servizio di rimettere i suddetti incarichi».

GOVERNO: COMMISSARIAMENTO A BREVE

Forte indagato in Calabria Ma la bomba, quella vera, non era evidentemente ancora arrivata e si è palesata con un nome che porta con sé una storiaccia di smaltimento illecito di rifiuti in Calabria in cui erano stati coinvolti anche uomini delle istituzioni. Il nome è quello di Alessandro Luigi Forte, la storiaccia è quella per cui il pm Rosario Ferracane lo scorso aprile ha chiesto il rinvio a giudizio per 28 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico e smaltimento illecito di rifiuti in Calabria. E la bomba è che i soci privati di Gesenu lo vorrebbero come nuovo amministratore delegato al posto di Silvio Gentile.

Una buona strategia per evitare i commissari? Un passo indietro. Le 48 ore più sconcertanti e travagliate dei soci pubblici di Gesenu sono arrivate nel tentativo di limare, o meglio eliminare, quegli aspetti che il prefetto di ferro Antonella De Miro ha individuato come incriminati nella sua interdittiva antimafia. Per cercare quindi di andare incontro alle implicite richieste dell’autorità per – un domani- tornare ad avere il pedigree per accedere alle gare d’appalto. Incomprensibile quindi – per non inflazionare l’aggettivo sconcertante – che i soci privati abbiano pensato di ovviare a questo problema con un uomo indagato per una storia di rifiuti.

Quali e quanti commissari? A questo punto, non è peregrino immaginare che il prefetto De Miro, insieme al presidente di Anac Raffaele Cantone, nomini non solo dei commissari per portare avanti gli appalti già in essere, come previsto, ma valuti anche – come da più parti si vocifera nelle ultime ore – di nominare uno o più commissari per l’intera azienda. L’appuntamento, almeno per questa parte di questioni, è per giovedì in prefettura. Per le questioni penali perugine invece, il tribunale del riesame ha fissato al 17 prossimo l’udienza contro il sequestro della forestale.

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