L'ad Gentile e il presidente Marconi (foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Tesa e sicuramente estenuante. Dopo sette ore di riunione dell’assemblea dei soci di Gesenu, la più importante dopo le giornate nere dovute all’interdittiva antimafia e all’indagine della Dda di Perugia, i soci  si sono aggiornati a mercoledì pomeriggio, andando a casa con un lungo pezzo di strada ancora da percorrere per arrivare ad un traguardo condiviso, almeno negli obiettivi finali.

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Fiduciari Quella disponibilità, che in realtà non era mai stata del tutto esplicitata di far fare un passo indietro a tutti gli indagati non si è palesata. O forse non nelle forme che il socio pubblico avrebbe auspicato. Ed è così che i soci privati di Gesenu, il gruppo di Manlio Cerroni con il 45% e il 10% in capo a Carlo Noto La Diega, hanno annunciato la nomina di due fiduciari: uno ha un importante curriculum antimafia, e ha già svolto un ruolo simile nell’ambito di Expo, e l’altro è un avvocato che fa capo a La Diega. Con un Silvio Gentile – l’amministratore delegato che viene nominato dai soci privati – che non è stato, almeno fino ad ora, disposto a dimettersi ‘volontariamente, nonostante la richiesta in questo senso dei soci privati’.

Aggiornamento E con il socio pubblico che ha storto un po’ il naso perché avrebbe preferito di gran lunga un blind trust, di certo molto più ‘vincolante’ della nomina di due fiduciari, che si è riservato di valutare in maniera più approfondita la proposta di La Diega e Cerroni. Ed è così che dopo quattro pause e sette ore di riunione, proprio su richiesta dei soci privati che si sono presentati con una proposta che non ha riscosso molto successo, l’assemblea è stata aggiornata a mercoledì pomeriggio. Aprendo una finestra temporale in cui forse sono ancora possibili alcune manovre. Che potrebbero comunque non accontentare tutti. I privati infatti detengono la maggioranza, e il Comune – che ha assunto una posizione più netta e più a favore delle decisioni del prefetto De Miro – ha la minoranza.

LE PRIME PERQUISIZIONI DELL’INDAGINE

Commissariamento Neanche 24 ore e in prefettura andrà in scena la Conferenza dei servizi fissata per giovedì. Conferenza che di fatto preclude alla nomina dei commissari che dovranno gestire gli appalti di Gesenu, Gest e tutte le società collegate colpite a cascata da interdittiva antimafia. Dopo la Conferenza, sarà il prefetto, di concerto con il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, a nominare i commissari, che potrebbero arrivare già la prossima settimana.

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Riesame Sull’altro fronte invece, quello per cui il pm della Dda di Perugia Valentina Manuali ha indagato 16 persone, sono tutti in attesa della fissazione dell’udienza dinanzi al tribunale del riesame, a cui le difese hanno fatto ricorso ormai più di tre settimane fa, con l’intento neanche tanto celato di far verificare una discovery di atti della procura, che altrimenti, in questa fase, non potrebbe verificarsi. E’ anche possibile che le difese, una volta fissata l’udienza, e avute le copie degli atti, rinuncino all’udienza. Dipende molto da cosa la procura depositerà e quando scoprirà le carte che ha in mano.

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