C’è un fascicolo aperto dalla procura di Spoleto sui lavori eseguiti nella galleria La Franca nel ramo Foligno-Civitanova Marche della Quadrilatero, al centro della trasmissione Report di domenica scorsa, con un servizio in cui un operaio ha affermato che in quella galleria c’è troppo poco cemento. Secondo quanto filtra dal riserbo massimo della procura spoletina, il fascicolo sarebbe stato aperto dopo un’informativa dei carabinieri depositata recentissimamente. Adesso dunque potrebbe essere la magistratura a dirimere definitivamente la questione. Al momento, da un lato ci sono due operai che hanno dichiarato che in quella galleria c’è poco cemento, rispetto a quello che invece dovrebbe esserci per garantire un passaggio sicuro per l’utenza. Dall’altro, c’è l’ormai ex presidente di Anas Pietro Ciucci che ha annunciato un controllo iniziato immediatamente, e ha detto che «già lo scorso anno è stata inoltre effettuata un’indagine georadar su circa il 25% dell’opera, ispezionando complessivamente 240 metri per ciascuna canna. Da tale indagine non è emersa alcuna criticità in merito a sottospessori né a vuoti a tergo dei rivestimenti».
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Quadrilatero Mentre il presidente di Quadrilatero, Guido Perosino nei giorni scorsi ha assicurato che «faremo tutto il necessario perché la denuncia, anche se in alcuni aspetti incongruente, venga verificata perché la posta in gioco è altissima. Faremo in modo – ha aggiunto – che tutti stiano tranquilli, anche se i controlli su quelle due gallerie (nei due sensi di marcia) sono già stati effettuati nel 2013. In quella occasione, così come avvenuto per tutte le gallerie, il georadar è passato in tutto il percorso ma è stato analizzato il 25% del tratto in modo random non evidenziando alcuna anomalia. Ora analizzeremo tutta la galleria e, se necessario, approfondiremo con carotaggi».
Interpellanza Oltre all’inchiesta, c’è anche l’onorevole di Scelta Civica Adriana Galgano che ha presentato un’interpellanza urgente al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio che verrà discussa nei prossimi giorni in Aula. «Le dichiarazioni degli operai vanno verificate – ha spiegato la parlamentare – ma se i riscontri ne dimostrassero la fondatezza, allora saremmo di fronte ad un fatto gravissimo non solo sul piano del rispetto della legalità ma soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini. Ritengo, quindi, indispensabile – continua Galgano – che il ministro riferisca quali iniziative intenda adottare affinché si faccia la massima chiarezza sui controlli e sul collaudo dei lavori già realizzati e di quelli che devono ancora essere conclusi. Inoltre, essendo la strada SS77 un asse viario fondamentale per il progetto Quadrilatero e per il potenziamento infrastrutturale dell’Umbria – rimarca la deputata di SC – chiedo a Delrio se non ritenga necessario ottenere adeguate garanzie circa la sicurezza e la solidità strutturale dell’opera, escludendo che sia stata realizzata utilizzando meno cemento del necessario o lasciando vuoti che avrebbero dovuto essere riempiti. Infine ritengo debba essere modificata la normativa nazionale – prosegue Galgano – che risale al 2001, che quindi, necessitò di essere rivista, in modo che i controlli siano affidati ad un organo terzo per avere verifiche certe e super partes».
I sindacati Ad intervenire sono anche i sindacati, che chiedono un «incontro urgente» ad Anas e Quadrilatero «per fare chiarezza». In una nota Cgil, Cisl e Uil esprimono «forte preoccupazione per quanto emerso». «Stiamo parlando – aggiungono – dell’opera più importante e strategica che sta per essere realizzata nel nostro territorio. A nostro avviso, tali denunce sarebbe stato più opportuno farle emergere durante le varie fasi lavorative, nelle quali abbiamo sempre garantito una presenza costante e puntuale nei vari cantieri dei nostri funzionari. Rispetto all’opera Quadrilatero, abbiamo denunciato da tempo il problema delle modalità di appalto della Legge Obiettivo, che prevede un contraente generale e subappalti con ribassi eccessivi, oltre ad una frammentazione produttiva che si ripercuote sul lavoro. Ma nonostante questo, non abbiamo mai avuto elementi che indicassero una gravità simile».
