Il tribunale penale di Perugia (Foto F. Troccoli)

di Francesca Marruco

Condannati per lesioni e assolti per abuso d’ufficio, violenza privata, minacce e ingiurie. Colpevoli di aver picchiato un uomo, innocenti per i motivi che li avrebbero spinti a farlo. È finito con una condanna al pagamento di 1500 euro di multa il processo a tre vigili urbani di Foligno per cui il pubblico ministero Giuliano Mignini, che nella scorsa udienza aveva riqualificato l’accusa in sequestro di persona, aveva chiesto 23 mesi di reclusione per Luigi Monarca, 18 per Paolo Biagetti e 16 per Gloria Magli. Precedentemente le accuse per i tre vigili erano state  abuso d’ufficio e violenza privata.

In aula Ed è proprio sulle originarie contestazioni che il collegio di giudici si è espresso, emettendo una sentenza che accontenta tutti solo a metà.  Se è vero che i tre sono stati assolti per abuso d’ufficio e violenza privata, resta la condanna per lesioni. Provocate da tre vigili urbani ad un privato cittadino. La sentenza è arrivata dopo tre ore di camera di consiglio.  Mentre le motivazioni, attese da difesa e parte civile arriveranno entro 40 giorni. Intanto le difese dei tre gioiscono, mentre l’avvocato Zaganelli annuncia già che ogni ulteriore valutazione verrà fatta dopo la lettura delle motivazioni.

Il fatto I tre imputati, nel giugno 2005 arrestarono il medico avellinese Raffaele Sangiuolo dopo che lo stesso stracciò una multa fatta da Gloria Magli. L’uomo è assistito dall’avvocato David Zaganelli , aveva chiesto una provvisionale di 15 mila euro per il suo cliente che nella denuncia disse anche di essere stato costretto a rimanere in caserma «almeno un’ora» con le braccia alzate e le spalle al muro,  picchiato «con schiaffi e pugni quando, esausto, provava a sedersi». Per questa contestazione il pm Mignini aveva invece chiesto l’assoluzione per mancanza di prove: l’uomo venne visitato in ospedale e dimesso con una prognosi di quattro giorni per abrasioni e contusioni.

Il racconto  Sangiuolo, imputato per calunnia in un altro procedimento scaturito dallo stesso episodio, aveva raccontato di aver chiesto a Gloria Magli di non applicargli la sanzione accessoria della decurtazione di due punti dalla patente, dicendole che i 71 euro della sanzione, «non gli cambiavano la vita».  «La vigilessa-  aveva raccontato il medico – ha reagito con un atteggiamento arrogante e aggressivo avendo interpretato le mie parole come se le avessi dato della poveraccia». Da lì l’escalation culminata con l’uomo portato in caserma.

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