Pozze di sangue a terra, una porta scardinata, tutto a soqquadro e lui che sta lì sereno e tranquillo. E’ la scena che si sono trovati davanti i carabinieri di Foligno in un appartamento subito fuori le mura, dove si è consumato un grave episodio di violenza da parte di un uomo, F.R. muratore casertano di 49 anni, nei confronti della propria compagna, una ragazza ucraina di 35 anni.

Le chiamate al 112 Tutto inizia intorno alle ore 23, quando giungono diverse chiamate al 112 per delle grida di aiuto e delle minacce gravi provenienti da un’abitazione posta al piano terra. Il personale del Nucleo radiomobile dei carabinieri, una volta sul posto, intuisce subito che non si tratta del solito diverbio tra conviventi ma di qualcosa di più serio.

Volto tumefatto Infatti una 35enne di nazionalità Ucraina si presenta ai militari con il volto tumefatto e con le gambe insanguinate, dicendo di essere stata colpita con calci e pugni dal proprio compagno. L’abitazione, alcune camere al piano terra, è tutta a soqquadro addirittura con una porta scardinata nel corso dell’aggressione e sono presenti vistose macchie di sangue sui pavimenti. L’uomo, intanto, si trova in un’altra stanza e, alle domande dei militari, minimizza. Ma i carabinieri immediatamente chiamano il 118 per far trasportare la ragazza al pronto soccorso dell’ospedale di Foligno, soprattutto perché presenta una copiosa fuoriuscita di sangue dalle parti intime.

Gli accertamenti Il 49enne, intanto, viene accompagnato in caserma per gli accertamenti e per poter eseguire un’attenta ricostruzione dei fatti a cura del personale del Nucleo operativo che procede ai rilievi del caso. Vengono ascoltate tutte le persone informate e si scopre che le aggressioni vanno avanti da diverso tempo sebbene la 35enne non abbia mai sporto denuncia. Ma, di fronte all’evidenza, anche lei supera la paura e denuncia il suo compagno spiegando che non è la prima volta che viene violentemente picchiata.

Ricovero e arresto I medici del pronto soccorso, dopo averle applicato alcuni punti di sutura, decidono di ricoverarla in osservazione sia perché ha avuto una considerevole perdita di sangue e sia perché la prognosi iniziale è di 25 giorni. A questo punto l’uomo viene dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia, lesioni personale aggravate e minacce. Per lui quindi si aprono le porte del carcere di Spoleto, dove viene accompagnato.