Dopo gli agriturismi, i resort e i bed&breakfast, anche i professionisti nel mirino della guardia di finanza. Nei primi quattro mesi dell’anno i reparti dipendenti dal comando provinciale di Perugia hanno iniziato 29 verifiche nei confronti di diversi professionisti, tra cui avvocati, geometri, studi di dottori commercialisti e ragionieri, odontoiatri, architetti e notai. Dopo il caso del medico di Amelia che ha dichiarato 10 euro, si estendono quindi i controlli.
I controlli incrociati sempre più mirati grazie all’ausilio delle numerose banche dati ma soprattutto attraverso l’utilizzo delle indagini finanziarie hanno consentito di poter individuare numerosi professionisti “a rischio”, nei confronti dei quali sono state iniziate specifiche verifiche fiscali volte a rilevare la regolarità delle dichiarazioni fiscali presentate e la corretta contabilizzazione delle prestazioni di servizio fornite ai consumatori finali.
Sino ad ora sono state concluse 11 verifiche fiscali che hanno consentito di poter accertare una base imponibile sottratta alla tassazione Irpef pari a 2.010.655 euro e un imposta sul valore aggiunto dovuta pari a 178.231 euro. Tra loro, un professionista ha omesso i versamenti mensili dell’Iva per 50.842 euro.

