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di Enzo Beretta

«Di notte teneva il subwoofer alto, insieme con i film porno a tutto volume che si sentiva anche fuori…». E ancora: «Si sentivano rumori di donne, di donne che urlavano… ha iniziato a fare casino con lo stereo, urlava e poi alle quattro della notte ha messo un film porno, abbiamo chiamato i carabinieri perché non ce la facevamo più. A tutto volume. Era una situazione insostenibile, non ci faceva dormire…». E di giorno? «Ci sono dei giorni che senti proprio quel rumore del subwoofer ‘bu bu’ che lo alza e vibrano le pareti… Alcuni inquilini per la disperazione sono dovuti andare via dalla mansarda. Neppure gli amici potevamo invitare a casa perché tanto dopo lui veniva su, se qualcuno muove la sedia lui subito che bussa di sotto, in fin dei conti ci vergogniamo anche…». È arrivato alle battute finali il processo nel quale un uomo di 62 anni è accusato di stalking nei confronti dei vicini. 

Le carte «Minacciava e molestava i vicini costringendoli ad alterare le abitudini di vita, spesso li insultava e provocava rumori a ogni ora anche con uno stereo», scrive il pubblico ministero nel capo di imputazione, riferendosi a quel condominio di Gubbio dove la notte del 27 novembre 2021 sono intervenuti perfino i carabinieri. «Alle 5.45 di mattina siamo saliti nell’appartamento della famiglia che aveva chiamato il 112 – ha ricostruito davanti al giudice Piercarlo Frabotta un brigadiere del Radiomobile – sentivamo i rumori di un film porno a volume alto». Quando i militari sono andati a bussare all’inquilino di sotto si sono sentiti rispondere: «A casa mia faccio quello che voglio, senza un mandato non potete entrare». Sentito in aula questa mattina l’imputato, riferendosi all’episodio del film porno, ha detto: «Per espellere un po’ di nervosismo ho acceso il computer. Non l’ho fatto apposta, forse era troppo forte ma sentivo passi con i tacchi dal piano sopra il mio». L’uomo – davanti al pm Domenica Favasuli e all’avvocato di parte civile Ubaldo Minelli – ha raccontato di vecchi dissidi che sarebbero iniziati 40 anni fa: «Posso aver perso la pazienza ma ho sempre agito per legittima difesa. I rumori? Rispondevo ai loro, non mi fanno vivere, mi bussano da sopra e io mi sveglio, così rendo loro pan per focaccia e picchio con la scopa o il bastone. Non dormire mi porta all’esasperazione. A onor del vero devo dire che negli ultimi 8 mesi le cose vanno bene». Chissà cosa accadrà dopo la sentenza, in programma per il 27 maggio.   

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