Ofelia Bontoiu e il suo assassino Danut Barbu

di Francesca Marruco

«Il male che è stato fatto alla mia famiglia adesso lo proverete anche voi». E’ questo, più o meno, il senso della frase scritta in romeno col sangue sulle pareti della stanza in cui Danut Barbu ha uccisa la fidanzata Ofelia Bontoiu l’otto marzo scorso. «L’ho scritto col mio sangue, prima di distendermi accanto a Ofelia, pensando di morire», ha detto l’assassino martedì mattina al suo avvocato Francesca Tosti, che ha avuto con lui un colloquio in carcere.

Alcuni dettagli mancanti Danut Barbu, che mercoledì mattina comparirà davanti al gip Alberto Avenoso per l’udienza di convalida dell’arresto, secondo quanto riferito dal legale, è ancora scosso e non del tutto lucido. E’ per questo che ha dato qualche spiegazione all’avvocato, ma non ha chiarito tutti i particolari che restano ancora incerti, come la provenienza del taglierino.

IL VIDEO DELLA TRAGEDIA

LE FOTO DELLA TRAGEDIA

Nessuna premeditazione In particolare Danut, accusato di omicidio volontario, ha precisato al legale che non aveva premeditato il gesto. Che il taglierino lo ha trovato nella stanza affittata. Ma non sarebbe stato in grado di ricordare ( o confessare?) in che punto precisamente lo ha visto. L’omicidio sarebbe arrivato al culmine di una lite tra i due sulla reale volontà di lei di seguirlo in Inghilterra.

LA SCIA DI SANGUE DELLE DONNE UCCISE IN UMBRIA

Le famiglie Sembra che in questa decisione fossero implicate anche le due famiglie. Secondo il racconto dell’assassino anzi, il padre di lei in particolare non voleva che la figlia partisse con lui. Ed è anche per questi dissidi che nel ‘testamento’ scritto col sangue, lui fa riferimento alle famiglie.

NEL 2013 UCCISA UNA DONNA OGNI DUE GIORNI

Nessuna foto Barbu nega anche di avere filmato o fotografato il cadavere della sua fidanzata e di avere spedito la foto a sua sorella. Dice di averla avvertita si, ma con un sms. E’ stat lei poi ad avvertire il fratello di Ofelia che ha fatto partire l’allarme. Danut nega anche di avere mai picchiato Ofelia, «se avessi alzato le mani su di lei – ha raccontato al legale – lei non sarebbe mai stata con me». Mercoledì mattina potrebbe finalmente raccontare tutti i fatti, smettendo di omettere o non ricordare particolari importanti come quello della provenienza del taglierino, che c’è da scommettere che se acquistato in zona, verrà scoperto dai carabinieri che indagano guidati dal comandante della compagnia di Gubbio Pier Giuseppe Zago.

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