Miranda

di Fabio Toni

Un’altra donna uccisa barbaramente da un uomo. Un omicidio efferato, quello della 36enne Laura Livi – ammazzata a coltellate dal marito Franco Sorgenti – che riporta alla mente altre vite spezzate da mariti e compagni senza pietà. Come quelle di Marianna Vecchione, Giuseppa Corvi, Franca Abumen e tante altre, in una lunga scia di sangue in cui parole come ‘raptus’, ‘gelosia’ ritornano ogni volta, quasi ad attenuare il peso della follia omicida.

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Laura Livi: una laurea in giurisprudenza e un sogno – diventare magistrato – che aveva lasciato spazio ad una carriera ben avviata come consulente di uno studio privato. Carina, intelligente, riservata e benvoluta da tutti, anche dai colleghi di lavoro che mercoledì mattina non riuscivano a trattenere le lacrime di fronte alla notizia. Franco Sorgenti lo aveva conosciuto quando era una ragazzina o poco più, a Miranda, il paese che accomuna entrambi i protagonisti e le famiglie colpite da questa tragedia.

L’inizio Lui, trent’anni più grande di lei, era un amico di famiglia. Già sposato e con due figli, oggi adulti, l’aveva corteggiata a lungo e la relazione era iniziata quando Laura era poco più che adolescente, fino ad emergere pubblicamente soltanto con il passare del tempo. Laura aveva dovuto lottare a lungo per far accettare questa situazione ai suoi familiari. Forse non c’è mai riuscita fino in fondo, ma la nascita delle due figlie aveva contribuito a rasserenare i rapporti, provati da una scelta di vita che lei aveva sempre difeso strenuamente.

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Franco Sorgenti, 66 anni («ben portati» dicono i vicini), incensurato e una pensione da ex dipendente Ast. Un tipo «curato e gentile, per bene» – giudizio condiviso da chi lo conosce da tempo e da chi è solito scambiare con lui giusto un saluto -, un tipo «solare», almeno all’apparenza, con cui non era difficile fare due chiacchiere. Il divorzio dalla prima moglie, anche lei più giovane, di otto anni, era arrivato anche e soprattutto a causa della relazione con Laura.

L’ombra Qualcuno lo aveva incontrato domenica scorsa alla festa della castagna di Miranda, dove non mancava mai, insieme alla famiglia: «Da quanto tempo non ci vediamo! Come va?». E lui, pare meno allegro del solito, aveva risposto: «Così così», senza nascondersi troppo. Con Laura si era sposato in Comune poco dopo la nascita della prima bimba, che oggi ha sette anni. Forse le cose non stavano andando poi così bene, tanto che l’idea di una separazione – sussurra qualcuno – aveva iniziato a trasformarsi in qualcosa di più concreto. Una sconfitta, forse, a cui si è aggiunto improvvisamente il peso di un’età – 66 anni – che inizia a farsi sentire. Nonostante la palestra, la cura nel vestirsi e uno spirito ancora attivo.

L’epilogo Forse è stato tutto ciò a influire sulla follia del momento. Riflessioni, queste, che non possono trovare altro spazio di fronte al dramma di chi oggi piange una donna – figlia e madre – straziata da quell’uomo mai accettato. Tutto è accaduto nella casa comprata due anni fa dopo tanti sacrifici, dopo gli anni trascorsi in affitto in via Libertini. Doveva essere il nido d’amore, dove far crescere le piccole insieme ad un padre sì un po’ attempato, ma affettuoso. Lo stesso che con la sua lucida follia ha posto fine a tutto.

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