Il sindaco Di Girolamo al presidio

di Noemi Matteucci

Si sono date appuntamento sotto il Tribunale di Terni mercoledì mattina le socie delle associazioni Terni donne e Libera…mente donna, un presidio simbolico per chiedere libertà e giustizia per tutta la categoria femminile ed esprimere vicinanza ai familiari di Laura Livi, uccisa dal marito Franco Sorgenti con undici coltellate, il 29 ottobre del 2014 a Terni alla presenza delle sue due figlie di 2 e 7 anni. Mercoledì, proprio nel giorno dell’udienza del processo che vede imputato Sorgenti, le rappresentanti dei centri antiviolenza che gestiscono la Casa delle donne, si sono fatte vedere e sentire.

INTERVISTA ALLE RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI: IL VIDEO

Informazione Vista la concomitanza con l’udienza, la data non è certo casuale, tanto meno la location. Quello di mercoledì ha rappresentato anche un giorno come un altro per ricordare alle donne che esistono associazioni, alle quali potersi rivolgere, che fanno informazione e prevenzione, volte a frenare il disagio di genere, il fenomeno della violenza sulle donne e i femminicidi come spiega Annamaria Civico di Terni donne.

Libera…mente donna «I femminicidi sono tanti, sono troppi, è il momento di dire basta – così attacca Sara Pasquino dell’associazione Libera…mente donna – siamo vicine alla famiglia di Laura Livi e alle sue bambine. La società – prosegue – deve farsi carico di questa piaga sociale ed è per questo che oggi chiederemo, come associazioni, la costituzione di parte civile nel processo per la prima volta a Terni, al fine di coinvolgere l’intera comunità in questa battaglia», richiesta accolta durante la mattinata dal giudice. Rispetto ai femminicidi, la Pasquini dice: «Quotidianamente ci confrontiamo con donne maltrattate, sono tantissime quelle a rischio».

Rossi: «Parte civile è passo avanti»  A sostegno del presidio era già intervenuto il senatore Gianluca Rossi, che mercoledì ha diffuso una nuova nota di soddisfazione per le svolte giudiziarie relative alle associazioni: «Nel corso del processo per il femminicidio di Laura Livi – dichiara – il giudice ha accolto la costituzione di parte civile da parte del comune di Terni e delle associazioni femministe ternane, si tratta della prima volta a Terni ed è un gradissimo passo avanti per chi, come me, ritiene che sia un reato che affonda le sue radici in un retroterra culturale fatto di stereotipi da sconfiggere, quelli che vedono la donna come elemento inferiore all’interno delle società e quindi nelle famiglie. La violenza è figlia di questo e oggi abbiamo fatto un passo avanti: le vittime siamo anche noi, l’intera società».

Di Girolamo: «Un dovere costituirsi parte civile» Anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, è intervenuto fisicamente e al presidio e ha dichiarato che per la prima volta l’ente si è costituito parte civile in un processo per femminicidio. «Ho voluto portare la vicinanza ai parenti di Laura Livi – ha affermato Di Girolamo -. Come amministrazione comunale abbiamo accolto con convinzione l’invito delle associazioni a difesa delle donne e per le politiche di genere di costituzione del Comune come parte civile nel processo a carico della persona accusata dell’omicidio di Laura Livi». Di Girolamo ha definito la scelta «un atto doveroso da parte del Comune, in quanto il femminicidio è una ferita per tutta la società civile, l’omicidio di una donna alla quale viene così negata anche la propria dignità e la propria volontà contrasta con le norme di una comunità basta sul rispetto e il diritto, danneggia tutta la comunità ad iniziare dall’Ente, il Comune, che meglio di ogni altro la rappresenta. L’omicidio di Laura Livi ha distrutto una vita umana, ma ha anche leso le finalità per le quali il Comune agisce, finalità previste nello Statuto dell’Ente e nell’attività quotidiana per le politiche di genere, per la prevenzione dei reati contro le donne, per l’assistenza a chi è vittima di abusi, compresi i minori legati alla donna. Su questi elementi giuridici – ha concluso il sindaco – l’avvocatura comunale ha basato la sua istanza di costituzione di parte civile. Esprimo soddisfazione per l’accoglimento di questa nostra richiesta e colgo l’occasione per ribadire la vicinanza alla famiglia di Laura Livi».