Il tribunale di Perugia ha condannato sei imputati per reati fiscali legati a un articolato sistema di false cooperative nel settore della logistica e del trasporto merci. Le pene – secondo quanto riferito dalla Procura – vanno da un anno e alcuni mesi fino a due anni e nove mesi di reclusione. L’indagine, avviata dal Gruppo della Guardia di Finanza di Perugia, aveva fatto emergere un meccanismo di frode che coinvolgeva operatori commerciali con sede nel capoluogo umbro e in comuni limitrofi, riconducibili a un’azienda operante in franchising con corrieri di rilievo nazionale. Il sistema prevedeva l’appalto e il successivo subappalto dei servizi di logistica a consorzi privi di maestranze, che a loro volta affidavano l’esecuzione a società di comodo – cooperative o srl semplificate – con vita breve, scarsissima capitalizzazione e rappresentanti formalmente nullatenenti.
Fatture inesistenti Attraverso questa presunta catena fittizia – è l’accusa – le cooperative avevano emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti, generando indebite compensazioni di crediti fiscali e simulando rapporti di lavoro solo formali con autisti, facchini e magazzinieri. Il gip aveva disposto nel 2021 il sequestro preventivo di oltre tre milioni di euro, di cui oltre un milione effettivamente sequestrato, misura poi confermata in sede di Riesame. Nel frattempo, i principali operatori economici coinvolti hanno definito in via amministrativa le pendenze fiscali, versando più di 1,4 milioni di euro comprensivi di interessi e sanzioni. Il tribunale, su parere della Procura, ha disposto il dissequestro delle somme ai fini del pagamento del residuo dovuto e della restituzione dell’eccedenza.
