di Chia.Fa.
«Il risarcimento riconosciuto al Comune di Spoleto sarà destinato a progetti e attività del Centro antiviolenza presente in città». Così l’assessore Luigina Renzi all’indomani della condanna all’ergastolo di Nicola Gianluca Romita, 48 anni, che il 26 marzo 2025 a Spoleto ha strangolato e ucciso la moglie Laura Papadia, 36 anni.
Col dispositivo della sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise di Terni (presidente Tordelli) l’agente di commercio reo confesso è stato anche condannato a risarcire con 10 mila euro la parte civile Comune di Spoleto, rappresentata in aula dagli avvocati Alessandra Rondelli, oltre a 7.300 euro per le spese di costituzione e di partecipazione al processo per omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale.
A poche ore dalla condanna, dunque, l’amministrazione comunale rende nota «la volontà di destinare queste somme ad attività e progetti contro la violenza sulle donne», è scritto in una nota del Comune di Spoleto. «Il ricordo di Laura non ci abbandona mai», ha detto martedì mattina l’assessora Luigina Renzi, affermando: «La violenza che ha messo fine alla sua vita ha sconvolto la nostra comunità e come istituzione abbiamo ritenuto doveroso costituirci parte civile, per Laura, per la sua famiglia, per tutte le donne che continuano a subire violenza fisica, sessuale, psicologica o economica. Non appena il risarcimento che ci è stato riconosciuto sarà nelle disponibilità del Comune di Spoleto, la nostra intenzione – ha concluso Renzi – è di realizzare progetti e attività insieme al Centro Antiviolenza “Crisalide”, per potenziare la rete di ascolto e sostegno già presente in città».





