di Chiara Fabrizi
Il torrente Ruicciano ha rotto gli argini in zona Fratta di Montefalco e ha esondato nel territorio comunale di Castel Ritaldi, allagando campi, aziende e abitazioni. Rischiano di essere ingenti i danni provocati dall’intenso e isolato temporale, che ha scaricato in tre ore circa 50-60 mm in un’area pianeggiante della Valle Umbra meridionale, compresa tra i territori comunali di Montefalco, Castel Ritaldi e Trevi. Le forti piogge, che si sono sommate a quelle delle 24 ore precedenti, quando già nell’area erano caduti 50-60 mm, hanno provocato anche l’esondazione del Fiumicella dei prati in località San Lorenzo di Trevi. Ma ormai da tre settimane la Valle umbra sud è bersagliata dalle piogge, tanto che i dati pluviometrici raccontano di oltre 300 mm caduti. Critica anche la viabilità secondaria della zona a causa di diversi smottamenti comunque di modesta entità.
«SVEGLIATI DALL’ACQUA IN CASA»: LA GENTE
«CEDIMENTO FAVORITO DALLA TANA DI UN ISTRICE»
Trevi L’allarme dalle zone colpite è scattato tra le 4 e le 5 di giovedì mattina, quando i vigili del fuoco sono intervenuti, prima, a San Lorenzo di Trevi per l’esondazione del Fiumicella dei Prati, che ha allagato un piazzale e alcune abitazioni. In base a quanto ricostruito con Paolo Montioni del Consorzio di Bonificazione, il Fiumicella non sarebbe riuscito a confluire nel Teverone, a causa della portata ben maggiore del Tatarena, ed è straripato. Una volta che l’acqua era arrivata nelle strade di San Lorenzo, secondo i pompieri, è stata la rete fognaria a non riuscire a garantirne il deflusso, con l’acqua che ha invaso rapidamente la zona. I vigili del fuoco hanno utilizzato idrovore e motopompe per liberare le case e riportare la situazione alla normalità.

Montefalco e Castel Ritaldi A Fratta di Montefalco, invece, il Ruicciano ha rotto l’argine intorno alle 6:30 di lunedì favorito, secondo Montioni, «dalla grossa tana scavata da un istrice», oltreché dalla gran quantità di acqua caduta all’alba, nelle ore precedenti e pure negli ultimi giorni. Lo stesso corso d’acqua poco prima, intorno alle 5:30, era uscito dagli argini nella zona della Locanda di Rovicciano, causando danni rilevanti non soltanto al titolare del ristorante, Andrea Leonelli, che giovedì mattina ha lanciato un Sos via sociale chiedendo l’aiuto di volontari per ripulire cucina, ristorante e spazi esterni del locale, ma anche alle cinque famiglie residenti, che nei pianterreni delle case hanno fatto i conti con mezzo metro d’acqua.

Danni Le precipitazioni eccezionali, sommate a quelle dei giorni precedenti, hanno anche causato una serie di smottamenti di modesta entità tra Trevi, Montefalco e Castel Ritaldi. Ad esempio a Colle del Marchese (Castel Ritaldi) è rimasta chiusa per alcune ore la via principale di accesso al paese a seguito di uno smottamento, ma la frazione non è mai rimasta isolata perché servita da altre due vie d’accesso entrambe asfaltate.
A Fratta anche l’assessore regionale all’ambiente, Thomas De Luca, secondo cui «questi episodi rappresentano la dimostrazione concreta degli effetti dei cambiamenti climatici, che si manifestano con eventi estremi, sempre più frequenti e sempre più intensi, vulnerabilità che riguarda una vasta area del territorio umbro e numerosi cittadini. È necessario – ha detto – affrontare questa nuova normalità con azioni mirate: formazione della popolazione nelle aree a rischio, messa in sicurezza del territorio nei punti critici, manutenzione ordinaria e individuazione di risorse stabili per garantire pronti interventi rapidi ed efficaci. L’azione della Giunta regionale in questo senso dimostra il netto cambio di paradigma: spostare l’attenzione e le risorse dalla sola riparazione dei danni alla prevenzione attraverso una manutenzione costante. Un ringraziamento – conclude l’assessore – va al Consorzio di Bonificazione Umbra, che con il suo impegno e il suo approccio ha dimostrato di sapersi muovere in questa direzione».































