di Ivano Porfiri
Una rete criminale con un vertice e tanti livelli stratificati dal capo, la “primula rossa”, fino all’ultimo pusher. Ma una rete scalabile, in cui il galoppino diventa capo dello smercio in via del Macello. E’ l’organizzazione smantellata dalla seconda sezione della squadra mobile di Perugia, che fatturava fino a mezzo milione di euro al mese.
Vasta operazione Gli agenti hanno dato esecuzione 17 delle 36 persone destinatarie di ordinanza di custodia cautelare (chieste dal sostituto procuratore Manuela Comodi ed emesse dal gip Lidia Brutti), oltreché a Perugia, nelle città di Arezzo, Messina, Como, Empoli, Città di Castello, Spoleto. L’organizzazione – secondo quanto si apprende – era attiva a Perugia, Città di Castello, Como, Livorno, Genova e Saronno, ma annovera elementi anche in Olanda, Francia e Tunisia.
«Tagliata la pianta» L’operazione “Show must go on” è nata da una voce raccolta in strada, come ha spiegato il capo della mobile Marco Chiacchiera. «C’è un capo – si dice in giro – che gestisce tutto, gli spacciatori fanno riferimento a lui. Uno che Perugia la conosce bene ma si vede qui solo di rado». Da questa voce si decide di scalare la montagna. «Potevamo procedere col tagliare i rami bassi – spiega Chiacchiera – invece stavolta abbiamo puntato alla pianta. E gli uomini coordinati dal sostituto commissario Roberto Roscioli hanno fatto un lavoro impegnativo e certosino, sono stati bravissimi».
Un network, tre gruppi Il quadro generale è il mondo dello spaccio a Perugia tra il 2012 e il 2013. Dalle indagini emerge che, intorno alla figura della “primula rossa”, ci sono tre gruppi, altrettante associazioni a delinquere comunque collegate tra loro per canali di rifornimento (Francia, Olanda, Tunisia), non belligeranza, mutuo soccorso. Il primo e più grosso, gestito direttamente dalla primula rossa, lavora soprattutto a Ponte San Giovanni e Ponte Felcino, dove risiedono i plenipotenziari. Il secondo gruppo fa capo a Wal Belgassem e opera a Città di Castello, ma spesso sconfina a Perugia. Il terzo è il gruppo di Walid Marzouki dello Max, che smercia in via Cortonese. Questa organizzazione ha sede principale a Perugia ma propaggini anche a Livorno, Genova, Como, Grosseto.
I sequestri Nel corso delle indagini avvengono almeno 12 sequestri di droga (per un totale di 9 kg) e vari arresti. Il sequestro principale avviene nel giugno 2012: gli inquirenti sono sulle tracce del gruppo, avendo scoperto che il “deposito” dello stupefacente che arriva dall’estero è lontano dall’Umbria, a Saronno (Varese). Qui intercettano Walid Faidi e lo fermano sulla strada per Genova. Lo fanno fermare dalla polizia stradale, nel cui comando Faidi riesce a liberarsi del pacchetto con 280 grammi di cocaina lanciandolo sotto la fotocopiatrice. Ma viene scoperto e arrestato. Scatta il blitz nel covo, dove vengono trovati 5,8 kg suddivisi in 20 panetti. «E pensare – spiega Roscioli – che dalle intercettazioni dicevano che stava per finire e ne avevano ordinati altri 20 kg».
Il giro d’affari L’organizzazione gestiva un giro enorme. Si stima che potessero spacciare circa 5 kg nell’arco di un paio di mesi per un fatturato non lontano da mezzo milione di euro al mese. Ogni pusher riesce a incassare anche mille euro al giorno.

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