Operazione 'Turnover'

Catturato dalla polizia all’aeroporto di Bologna un altro “boss” nigeriano latitante. Non si è mai fermata l’operazione “Turnover”, condotta tra il 2012 ed il 2014 dagli uomini della sezione “Criminalità organizzata” di Perugia e del Servizio centrale operativo della polizia di Stato. Sgominata una “rete” di soggetti nigeriani, tutti dediti all’immissione di droga in Italia e presenti in numerose province. Il culmine si era avuto con l’emissione, da parte del gip di Perugia di 37 misure di custodia cautelare in carcere, molte delle quali eseguite all’alba del 21 maggio 2014 su tutto il territorio nazionale. Per molti nel frattempo è arrivata una pesante condanna, ma qualcuno era rimasto latitante.

Nuovo arresto K.C., nigeriano di 34 anni, non era solo uno dei più autorevoli membri del gruppo nigeriano, ma era il capo “locale” del gruppo operativo a Firenze, alle dirette dipendenze di A.J., considerato il “capo” assoluto del sodalizio operativo in Italia e domiciliato a Roma (catturato all’alba del 21 maggio 2014 davanti all’ambasciata della Nigeria a Roma). Nel pomeriggio di lunedì dalla polizia di Frontiera aerea di Bologna, è arrivata la segnalazione giusta: K.C. stava rientrando in Italia proveniente da Casablanca (Marocco): prima ancora di mettere piede in aeroporto è stato ammanettato e trasportato nel carcere più vicino.

IL VIDEO DEGLI ARRESTI

Riti Voodoo Particolarità del gruppo oggetto dell’indagine “Turnover” è che i corrieri di droga che venivano presi dalla polizia, solitamente appena atterrati a Fiumicino, venivano ritenuti, dai loro mandanti, in fuga con la sostanza e pertanto “traditori”: le conseguenze, per le loro famiglie e per le loro case in Nigeria erano nefaste, al punto che dopo un potente rito “Voodoo” sull’arrestato, i familiari erano oggetto di pesanti violenze e ritorsioni. Qualora invece i capi venissero a conoscenza dell’avvenuto arresto del loro inviato, i riti malefici erano invece destinati agli operatori di polizia («gli uomini in divisa»).

Eroina e cocaina L’indagine, oltre a permettere di individuare e cogliere in flagranza circa un decina di “corrieri-ovulatori” inviati in Italia per immettere sul mercato nazionale ingenti quantitativi di “eroina” e “cocaina”, sequestrata per oltre 10 kg, ha consentito soprattutto di identificare i “mandanti”, gli “organizzatori” dei vari trasporti, presenti in vari Paesi esteri e distribuiti nelle principali città italiane per la gestione delle relative piazze di distribuzione, all’ingrosso, dello stupefacente. Tali soggetti, considerati “capi” o “referenti” locali si occupavano, oltre che dell’organizzazione dei viaggi per l’immissione della droga, anche della successiva distribuzione, a connazionali e non, per lo spaccio al dettaglio, riuscendo quasi sempre a non farsi mai trovare nella disponibilità della sostanza. Tra di loro c’era anche K.C., che gli uomini della Mobile avevano avuto modo di conoscere già all’inizio dell’indagine attaccando una sua foto, sulla cartina dell’Italia, proprio su Firenze, che si era dato alla fuga, facendo perdere ogni traccia di sé dal territorio nazionale.

 

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