di Iv. Por.
Si dovrà attendere, con ogni probabilità, la giornata di giovedì (se non venerdì) per la riapertura parziale della E45. Si è svolto tra lunedì e martedì il sopralluogo dei consulenti tecnici incaricati dalla procura, gli ingegneri Fabio Canè e Antonio Turco, dopo che l’Anas aveva comunicato alla Procura di Arezzo di aver terminato tutte le prescrizioni disposte dal procuratore capo Roberto Rossi perché possa essere firmato il nulla osta alla circolazione su due corsie esclusivamente per i veicoli di peso inferiore alle 3,5 tonnellate.
I passaggi per la riapertura Una volta ultimato il sopralluogo, i tecnici invieranno una relazione al procuratore, che – qualora tutte le prescrizioni siano state puntualmente rispettate – darà il via libera. Nel pomeriggio di martedì il documento non era ancora sulla scrivania del magistrato. Dunque, è probabile che possa arrivare entro mercoledì e poco dopo (salvo complicazioni) parta la comunicazione per la riapertura. Entro fine settimana insomma – sabato sarà un mese esatto dalla chiusura – si dovrebbe tornare a circolare.
REGIONI CHIEDONO STATO DI EMERGENZA
Le prescrizioni La riapertura, va ricordato, è condizionata all’installazione di un sistema di monitoraggio automatico della struttura tramite sensori, al ripristino delle opere di regimazione delle acque sulla piattaforma stradale, all’installazione di un autovelox e della segnaletica che restringe la carreggiata.
SINDACI: BATTAGLIA A OGNI LIVELLO
Quantificazione dei danni Intanto, il direttore generale e il direttore della protezione civile della Regione Toscana, hanno incontrato i sindaci, le categorie e le organizzazioni sindacali, per studiare modalità di calcolo utili a valutare i danni subiti dal mondo economico ed in particolare dalle aziende che si trovano lungo il tratto chiuso della E45. Gli uffici regionali approfondiranno le proposte avanzate e valuteranno quali eventuali soluzioni sottoporre all’approvazione della Giunta regionale fiorentina nei prossimi giorni. Inoltre l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli è stato informato che il Mit ha autorizzato oggi Anas a firmare la convenzione con il Comune di Pieve Santo Stefano per gli interventi di riapertura della 3bis. E chissà che anche l’Umbria non avvii tale valutazione.
TUTTO SULLA VICENDA DEL VIADOTTO
Cgil: «Crisi disastrosa» Sul versante umbro Cgil di Perugia, Fillea e Filt Cgil dell’Umbria definiscono la situazione della E45 «l’apice di una crisi disastrosa dell’Alta Umbria perché la recente vicenda della chiusura della E45, soprattutto per la mancanza di un piano alternativo per la viabilità (non dimentichiamo la E78 ferma al palo da tempo immemorabile), ha messo in ginocchio l’economia locale e un’intera comunità». In particolare, la Cgil evidenzia come la chiusura del viadotto stia mettendo in seria difficoltà molte piccole aziende di trasporto dell’alta Umbria, con allungamenti assai sensibili dei tempi di percorrenza. «Si faccia in modo di non scaricare tale condizione sui lavoratori – sottolinea il sindacato – salvaguardando l’economia di un territorio già duramente colpito dalla crisi». Per il territorio dell’Altotevere, centrato sul manifatturiero, è «essenziale poter contare su infrastrutture moderne ed efficienti che costituiscano una porta verso il nord Italia», conclude il sindacato.
Commissione di inchiesta Il ‘Comitato E45 2.0’, che da anni riunisce gli utenti della superstrada Orte-Ravenna, chiede nel frattempo che intervenga la commissione antimafia e venga istituita una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione del tratto toscano della E45 e della vecchia Tiberina Bis al momento impraticabile per sei chilometri. «Il disastrato tratto toscano della E45 ‘Orte/Ravenna’, eternamente cantierizzato ma costellato di buche, ponti pericolanti, e piazzole dei veleni – scrive in una nota il responsabile del comitato Gianluca Cirignoni – ha visto in questi anni il susseguirsi di inchieste che hanno coinvolto dirigenti Anas del compartimento toscana e la presentazione di numerosi esposti alla procura da parte di comitati e cittadini. Per questi motivi esigiamo che venga istituita al più presto una commissione parlamentare di indagine e chiediamo un intervento della commissione parlamentare antimafia».
