Nuovo suicidio nelle carceri umbre

di Iv. Por.

Un nuovo suicidio nelle carceri umbre. Stavolta è stato un 36enne a togliersi la vita a Capanne. E torna prepotentemente in auge la questione della vivibilità nelle carceri italiane in generale e umbre, in particolare.

L’ultimo della lista Un 36enne, originario di Rieti, si è suicidato nel carcere di Capanne, a Perugia. Secondo quanto si è appreso, il gesto risalirebbe alla giornata di martedì sera quando il detenuto, con precedenti per furto e droga, ha inalato gas da una bomboletta. L’uomo si è tolto la vita nel bagno e l’allarme è stato dato dal compagno di cella. Sono in corso accertamenti, la procura ha disposto l’autopsia.

Nazzareno Ai primi di giugno era stato Nazzareno, un ergastolano, a impiccarsi nel penitenziario di Spoleto. Episodio cui è seguita un’ondata di proteste, anche da parte della polizia penitenziaria per le condizioni di lavoro degli agenti e di vita per i detenuti.

Michele A gennaio, invece, era stato un 23enne, Michele Massari, a morire dietro le sbarre di Capanne. Anche lui con il gas inalato all’interno di un sacchetto di plastica. Si è parlato di suicidio, ma la mamma ha negato la possibilità: in ogni caso un altro segnale di malessere profondo.

Situazione ingestibile Della drammatica situazioni delle carceri umbre Umbria24.it si è occupata ripetutamente. Recentemente poi sono stati prima i Radicali con un blitz a Spoleto e poi la presidente della Regione, Catiuscia Marini, a chiedere l’intervento del ministro della giustizia. I dati parlano di un tasso di sovraffollamento del 75% rapportato alla capienza regolamentare degli istituti di pena, e del 6% rapportato alla capienza tollerabile (capienza regolamentare 954 posti, capienza tollerabile 1564 posti) con 1.672 detenuti complessivi.

I deputati umbri del Pd Gianpiero Bocci e Walter Verini, venuti a conoscenza dell’ennesimo suicidio avvenuto presso la casa circondariale di Capanne, hanno dichiarato congiuntamente che: «Tale drammatico gesto è un altro segnale che conferma il malessere profondo che stanno vivendo le carceri umbre». «Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo – hanno aggiunto i due deputati – sono segnali inequivocabili, occorre quindi attuare quanto prima politiche penitenziarie che decongestionino gli istituti oltre che investimenti sulle misure alternative alla detenzione e sull’aumento di agenti di polizia penitenziaria, di educatori, di assistenti sociali e psicologi».

Denuncia del Lisiapp «Nella Regione sono ospitati oltre 1.700 detenuti (solo 675 con residenza in Umbria) a fronte di una capacità di accoglienza dei quattro istituti di pena di 700 persone. E’ particolarmente preoccupante la grave situazione del sovraffollamento e le conseguenti difficoltà gestionali ed organizzative in cui versano i quattro istituti di pena dell’Umbria». E’ quanto dichiara in una nota il segretario generale del Lisiapp, Mirko Manna, in un ennesimo grido di allarme al quale si chiede alle autorità politiche e sociali un intervento «necessario ed urgente». Manna ricorda come «la particolare gravità della situazione delle strutture detentive dell’ Umbria, nelle quali sono ospitati ad oggi oltre 1700 detenuti, a fronte di una capacità di accoglienza di 700 detenuti, era stata oggetto di una specifica riunione svoltasi presso la sede della presidenza della Regione, con anche la nostra sollecitazione». Al termine di quell’incontro (cui avevano preso parte anche la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, i rappresentanti delle direzioni degli istituti di pena, delle Amministrazioni comunali, delle Aziende Usl), la presidente della Regione Umbria si era impegnata ad assumere un’iniziativa formale verso il ministero della Giustizia, per rappresentare una situazione che – come conferma la lettera inviata nei giorni successivi che aggiungeva tra l’altro – «arreca pesanti ricadute sullo svolgimento delle funzioni e competenze proprie della Regione, in particolare in materia di sanità penitenziaria e reinserimento sociale e lavorativo, rendendo altresì inefficaci gli interventi posti in essere da questa Amministrazione». Il Lisiapp ricorda anche l’intervento del consigliere regionale Franco Zaffini. «A tutto ciò – conclude il numero uno del Lisiapp – rimaniamo in attesa di conoscere le varie iniziative che il dicastero della Giustizia adotterà rispetto all’impegno diretto della regione Umbria ha sottoposto con primaria importanza e nell’agenda politica di tutti gli esponenti politici della regione».

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