di Enzo Beretta
Una transessuale brasiliana di 42 anni è stata condannata dal tribunale di Perugia a sei anni di carcere. L’imputata era accusata del reato di estorsione: ha ottenuto soldi minacciando un paio di suoi clienti ricattati di far conoscere le loro frequentazioni ‘proibite’ ai familiari. I fatti per i quali la transessuale è stata condannata con rito abbreviato (beneficiando, in questo modo dello sconto di 1/3 sulla pena) risalgono all’estate del 2017, avvenuti solamente a un paio di giorni di distanza uno dall’altro.
«Dammi i soldi» La notte del 22 luglio – ricostruiscono le carte dell’accusa – ha finto di aver bisogno di aiuto per salire nell’auto di un uomo al quale è stato puntato contro un coltello, sottratte le chiavi di una casa in campagna e la carta di circolazione. «Domani mattina mi devi portare tremila euro – gli aveva detto – se non lo fai ti vengo a cercare perché qui c’è scritto dove abiti». Il poveretto aveva chiesto denaro in prestito alla sorella e glielo aveva portato. «Rivuoi indietro il libretto di circolazione? – aveva chiesto a un altro – mi servono subito duemila euro». «Dammeli oppure dico tutto alla tua famiglia», aveva continuato a gridare minacciandolo con un punteruolo al termine di una prestazione sessuale. La sentenza è stata emessa dal collegio di giudici composto dalla presidente Carla Giangamboni e dai colleghi Edoardo Esposito e Paolo Sconocchia. La pubblica accusa aveva sollecitato una condanna a sei anni e otto mesi di reclusione.
