di C.F.
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«La costituzione della Curia come parte civile è irregolare». Questa l’eccezione preliminare sollevata venerdì pomeriggio in aula dall’avvocato Antonio Belardo, che assiste Nicola Falcini legale rappresentante della ditta che nel 2010 stava eseguendo i lavori di consolidamento nella chiesa di San Giacomo crollata il 23 novembre dello stesso anno.
Eccezione preliminare Alla richiesta si sono associati anche i quattro avvocati che assistono gli altri cinque imputati, tutti accusati di disastro colposo, oltre che di violazioni e inadempimenti alle norme edilizie e di sicurezza sul lavoro. In particolare, l’avvocato Belardo ha contestato sia la regolarità della procura speciale rilasciata dalla Curia ai legali Roberto Borgogno e Francesco Nardocci, che la legittimazione a costituirsi parte civile del parroco di San Giacomo, don Giovanni Cocianga. Secondo le difese, trattandosi di un atto di straordinaria amministrazione avrebbe dovuto essere l’arcivescovo, monsignor Renato Boccardo, a dare mandato legale. Inoltre l’avvocato Belardo ha anche chiesto l’estromissione del responsabile civile dello stesso Falcini.
Accusa e parte civile A rappresentare in aula la pubblica accusa il sostituto procuratore Gennaro Iannarone che ha chiesto al giudice monocratico Delia Anibaldi di rigettare la richiesta di estromissione del responsabile civile, mentre sull’istanza di esclusione della parte civile il magistrato ha evidenziato la regolarità della procura speciale e la possibilità di sanare nel corso del giudizio eventuali irregolarità. Alle richieste del pm si sono associati gli avvocati della Curia Borgogno e Nardocci che hanno anche rilevato come ci sia un’ampia documentazione circa monitoraggio e verifiche compiute da monsignor Boccardo sul cantiere sia prima del crollo che successivamente.
Si torna in aula il 4 luglio Il giudice Anibaldi, considerata la necessità di approfondimenti anche relativi al diritto canonico, si è riservata la pronuncia, rinviando al 4 luglio la conclusione dell’udienza filtro del procedimento. Sulla fissazione della data le difese hanno chiesto tempi più lunghi spiegando che sono in corso contatti e trattative tra le assicurazioni dei tecnici e progettisti imputati e la Curia, al fine di raggiungere un accordo transattivo a ristoro dei danni causati dal crollo.
Imputati e difensori Sul banco degli imputati siedono Daniele Felici e Manuel Peretti, direttori e responsabili dei lavori in fase di progettazione entrambi difesi dall’avvocato Salvatore Finocchi, Fabrizio Menghini e Andrea Giannantoni, progettisti strutturali assistiti dai legali Massimo Marcucci e Massimiliano Oggiano, Nicola Falcini, legale rappresentante della ditta Cesa difeso per l’appunto dall’avvocato Belardo e Paolo Castellana, coordinatore per la sicurezza, assistito dall’avvocato Michele Faustini.
