di Barbara Maccari

E’ convinto che la fidanzata avesse un altro, così quando alle 21,30 del 17 novembre del 2006 rientra in casa l’aggredisce violentemente, la insulta e le provoca lesioni in tutto il corpo. M.M. è stato condannato dal tribunale tifernate a 4 mesi di reclusione più il pagamento delle spese processuali.

Presunto tradimento Stavano insieme da qualche mese, le cose sembravano andare per il verso giusto, poi nella testa di lui si insinua un dubbio: il tradimento. Così anziché risolvere la questione con le parole decide di passare ai fatti. Il 17 novembre del 2006, alle 21,30, rientra in casa ed inizia ad insultare la compagna: l’accusa di avere un altro e di essere una poco di buono.

Aggressione Poi dalle parole passa ai fatti: mani sul collo per tentare di strangolarla, coltello alla gola, botte con il manico della scopa dietro la schiena, testata sul viso, morsi sulle braccia e capelli strappati. La donna riesce a sottrarsi dalla furia cieca dell’uomo e si rifugia in terrazza dove chiama il 113 che interviene sul posto. Al pronto soccorso riscontrano lesioni guaribili in 10 giorni.

Sentenza Mercoledì mattina c’è stata la sentenza per M.M. Il giudice Cecilia Baldesi l’ha condannato a 4 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. Il pm Flavio Grassini aveva chiesto per l’imputato la condanna a 5 mesi. M.M. non era presente in aula, a difenderlo il suo avvocato Helenia Ercoli.