La polizia scientifica nella casa del delitto (foto Umbria24)

di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

Una donna di 74 anni insieme al figlio di 52, Maria Raffaelli e Sergio Scoscia, sono stati trovati morti venerdì mattina all’interno del loro appartamento a Cenerente, alle porte di Perugia. Sergio è un ex orafo, attività svolta in un laboratorio sotto casa fino a una decina di anni fa. Ora i due vivevano con la pensione della donna e la vendita di prodotti della terra. L’anziana è stata strangolata con un foulard, mentre il figlio è stato ucciso a martellate. Entrambi sono stati trovati con le mani legate.

Ogni pista è aperta «Stiamo cercando di capire quel che è accaduto e al momento non siamo in grado di  formulare alcuna ipotesi». Lo ha detto il sostituto procuratore Claudio Cicchella, che coordina le indagini. Il magistrato ha confermato che si tratta di un «duplice omicidio». «Non si può escludere nulla né ipotizzare nulla al momento – ha aggiunto -, stanno facendo delle indagini, stanno facendo dei rilievi sia il medico legale che la scientifica, quando avremo questi dati cominceremo a fare delle ipotesi, al momento non si può dire assolutamente nulla».

Il martello rubato dal cantiere La donna sarebbe stata strangolata con un foulard mentre sul corpo dell’uomo sono stati trovati segni riconducibili ad un martello ma probabilmente anche ad un tondino di ferro. Il martello, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato rubato in uno dei cantieri edili che si trovano a pochi passi dalla casa delle vittime. I due abitavano in uno dei due appartamenti della bifamiliare mentre nell’appartamento a fianco abita la sorella di Sergio Scoscia, Marcella, insieme al compagno Mauro e al figlio 21enne Valerio. Il marito di Maria Raffaelli è morto invece da circa 15 anni. La famiglia aveva un’attività orafa chiusa anni fa.

Il ritrovamento dei cadaveri A trovare i due corpi è stata la sorella di Sergio insieme al figlio. Secondo quanto hanno riferito alla polizia, sarebbero entrati nell’appartamento forse perché l’anziana donna aveva bisogno di alcuni medicinali e avrebbero trovato le stanze a soqquadro e non vedendo i propri cari sarebbero usciti fuori a cercarli. Di loro però nessuna traccia: rientrati in casa,  hanno trovato i corpi dietro al letto della camera di Sergio Scoscia.

Le chiamate al 112 e le lunghe ore in questura E’ stato il ragazzo a dare per primo l’allarme alle forze dell’ordine. Con una chiamata alle 8.24 avrebbe denunciato ai carabinieri un furto in casa dello zio. Alle 8.50 poi ha chiamato di nuovo dicendo che all’interno dell’appartamento c’erano i due cadaveri. Il giovane è stato poco dopo soccorso dal 118 per una crisi d’ansia. Tra le voci circolate, ci sono anche quelle di dissapori familiari legati ad un terreno, smentite dai parenti accorsi all’esterno della casa. I familiari delle vittime sono stati ascoltati a lungo in questura. In particolare gli inquirenti hanno sentito la sorella dell’uomo, il compagno e il figlio. Ma anche gli amici del giovane che hanno raccontato di essere stati insieme a lui fino alle 1.30.

La scala e la sedia trovate sul retro ( foto U.24)

Il tentato furto di un mese fa Circa un mese fa nella stessa bifamiliare c’è stato un tentativo di furto. Alcuni uomini erano entrati in casa della figlia della vittima. Ad accorgersi del fatto era stato Sergio Scoscia che era anche stato colpito alla testa dai ladri. Secondo quanto riferito da un vicino di casa, in quell’occasione Sergio aveva sparato dei colpi di fucile in aria per mettere in fuga i malviventi. Sembrerebbe che anche in quella occasione, era stata ritrovata una sedia sopra la tettoia sul retro dalla casa, con cui i ladri potrebbero essersi aiutati per entrare in casa.

Elementi Una sedia e anche una scala sono state trovate appoggiate a quella stessa tettoia anche questa volta. Una scala di ferro, di quelle da cantiere, e una vecchia sedia, rialzata con uno strato di lana di vetro, trovata anche in uno dei cantieri edili situati vicino al casolare. E’ proprio da uno di questi cantieri, quello che si trova di là dal campo che lo separa dal casolare dei Scoscia, che qualcuno sostiene di aver sentito delle urla intorno alle sei e trenta di mattina. Un orario che però non sarebbe compatibile con il ritrovamento dei cadaveri avvenuto solo alle 8.50.

Le indagini A condurre le indagini, coordinate dal pubblico ministero  Claudio Cicchella, è la squadra mobile della questura di Perugia insieme agli esperti della scientifica di Roma dell’Ert. Sul posto, oltre al 118 e ai medici legali Laura Paglicci Reattelli e Anna Maria Verdelli, sono intervenuti in mattinata anche i vertici comando provinciale dei carabinieri di Perugia che ha condotto le indagini sulla tragica rapina di Ramazzano dove fu ucciso il 38enne Luca Rosi.

Mani legate Come Luca, anche le vittime di Cenerente, sono state trovate con le mani legate, la mamma con un foulard e il figlio con una cintura. A differenza del bancario però non sono state colpite con armi da fuoco. Sicuramente con un martello. L’anziana poi soffriva di cuore, anche ultimamente aveva subito un intervento, e non è quindi escluso che la sua morte possa essere dovuta anche alla sua malattia.

Ipotesi La donna potrebbe aver sorpreso i ladri. O potrebbe essere accorsa in aiuto del figlio. I poliziotti non si sbilanciano. Potrebbe essere una rapina finita in tragedia, ma non vengono escluse anche altre ipotesi. Ad avvalorare la tesi della rapina ci sono la sedia e la scala trovate sul retro e la casa messa a soqquadro. A far vacillare questa ipotesi invece c’è ad esempio il fatto che i parenti, dall’appartamento adiacente, non abbiano sentito nulla e poi le condizioni non certo di ricchezza della famiglia.

Parla il gemello della vittima Mario Raffaelli, il fratello gemello di Maria, è arrivato di fronte alla villetta nel corso della mattinata: «Stamattina intorno alle 9 – spiega – mi ha chiamato mio nipote Valerio (il figlio 21enne di Marcella, ndr) dicendo “vieni giù, è successo qualche di grave anche a Sergio”. Mi sono preoccupato subito perché mia sorella è malata di cuore, aveva avuto un infarto». Mario Raffaelli riferisce poi di aver parlato nel corso della giornata anche con la nipote Marcella, la quale gli ha confermato come loro nel corso della notte non abbiano sentito alcun rumore provenire dall’appartamento vicino. A proposito del nipote Valerio, Mario Raffaelli spiega che è «un bravo ragazzo che studia». Sul tenore di vita della famiglia di Maria Raffaelli e Sergio Scoscia il fratello della vittima sostiene che «vivevano alla giornata: l’attività di orafo era chiusa da un pezzo e non avevano grandi ricchezze».

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4 replies on “Cenerente, madre e figlio trovati morti in casa. Il pm: «Duplice omicidio, ogni pista aperta»”

    1. Ma che ciazzecca!
      Capisco che ce l’hai con il sindaco ma dargli la colpa per certi episodi francamente mi pare un po’ troppo.
      Di sindaci sceriffi non ne abbiamo bisogno, quel compito spetta alle forze dell’ordine ed al governo.

  1. Il Sindaco? ma siete cretini?? Ci sono: la forestale che deve vigilare le campagne, polizia e carabinieri che devono arrestare i malfattori, mò sta a vedè che mettiamo di pattuglia il sindaco?! Basta con questa propaganda, cominciamo a comportarci noi e i nostri figlio in maniera onesta poi parliamo.

    1. Prima di giungere a conclusioni azzardate direi di attendere l’esito delle indagini, non vorrei che ci fosse qualche sorpresa!!

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