Erano intestate a decine di ignari vecchi clienti, e pure a persone di fantasia le schede telefoniche che un commerciante perugino girava invece a spacciatori e ad altri criminali che hanno commesso reati in Alto Tevere. Operazioni che gli sono costate una denuncia per falso da parte dei carabinieri della compagnia di Città di Castello. I militari sono arrivati a lui nell’ambito di un’indagine su un traffico di stupefacenti: dopo aver individuato alcuni spacciatori che «lavorano» nel capoluogo infatti hanno scoperto che i loro numeri erano intestati ad altre persone.

Le indagini I sospetti si concentrano così intorno al commerciante che, secondo i carabinieri, ha intestato anche un’altra serie di utenze ad ignari cittadini mentre, in realtà, sono usate da una banda di ladri che in passato ha commesso furti nell’area dell’Alto Tevere. Il meccanismo messo in piedi dal commerciante è quindi semplice: i numeri vengono affibbiati a vecchi clienti che nulla possono sospettare e altri a persone completamente inventate. Le schede a questo punto vengono vendute a criminali gravitanti in Umbria. Il 45enne oltre che di falso dovrà rispondere anche di numerose altre irregolarità; in aggiunta a ciò i militari hanno chiesto che gli vengano revocate le autorizzazioni rilasciate dalle varie compagnie telefoniche.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.