Continua lo scontro sui nidi comunali di Foligno tra amministrazione, Regione e comitati cittadini. Al centro della polemica ci sono le rinunce al nido di Borroni dopo il cambio di gestione, l’aumento delle rette e il numero dei posti disponibili. Il sindaco Stefano Zuccarini e l’assessora comunale all’Istruzione Elisabetta Ugolinelli respingono le accuse di una riduzione dell’offerta pubblica e contestano all’assessore regionale Fabio Barcaioli il dato dei 112 posti persi. E Barcaioli risponde: «Sindaco chiuso nel proprio palazzo a fare calcoli improbabili».

La vicenda La vicenda si è riaccesa con l’avvio dell’anno educativo, dopo l’affidamento del nido Francesco Innamorati di Borroni alla cooperativa La Piramide, subentrata alla precedente gestione della cooperativa La Locomotiva. Il passaggio è stato accompagnato da un aumento della retta per il tempo pieno, inizialmente fissata a 692 euro mensili e poi ridotta a 625 euro. Secondo i dati diffusi dall’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, 21 famiglie avrebbero rinunciato al posto e nei primi giorni di apertura la struttura ha registrato la presenza di una sola bambina.

Confronti istituzionali Il 5 ottobre, Barcaioli aveva invitato il Comune a riconsiderare la scelta di affidare il servizio a un gestore esterno, richiamando le rinunce delle famiglie e il costo delle rette. Barcaioli aveva anche sollecitato l’amministrazione a sfruttare le risorse regionali disponibili per ampliare l’offerta dei servizi per la prima infanzia. Il confronto è proseguito poi nel Consiglio comunale aperto del 15 ottobre, dedicato ai nidi e alle prospettive dei servizi educativi. Famiglie e Comitato Infanzia Bene Comune hanno espresso preoccupazione per gli aumenti delle rette, l’organizzazione dei servizi e le ricadute sui bambini e sul personale. Tra le richieste avanzate dai genitori anche quella di annullare la gara per la gestione del nido Innamorati.

La risposta Nella loro risposta, Zuccarini e Ugolinelli contestano la ricostruzione: «Non esiste alcun taglio di “112 posti pubblici”, come sostenuto dall’assessore Barcaioli nel Consiglio comunale aperto del 15 ottobre e nelle sue dichiarazioni successive». Secondo sindaco e assessore, i numeri mostrano una situazione stabile e in crescita nel 2026, indicando i numeri dei bambini ammessi nei cinque nidi comunali a gestione diretta: 173 nell’anno educativo 2022/2023, 162 nel 2023/2024, 166 nel 2024/2025 e nel 2025/2026, fino ai 171 previsti per il 2026/2027. L’amministrazione richiama inoltre l’inaugurazione del nido Raffaello Sanzio, indicandola come « un investimento reale, tangibile, che dimostra come Foligno stia ampliando la propria rete educativa, non certo restringendola» allo scopo di «garantire servizi 0–3 solidi, accessibili e capaci di rispondere ai bisogni reali delle famiglie».

Gestione indiretta Zuccarini e Ugolinelli confermano, inoltre, come il Comune stia valutando la possibilità di affiancare alla gestione diretta quella indiretta, con l’obiettivo di aumentare i posti disponibili, utilizzare pienamente la capienza delle strutture e valutare un’estensione degli orari. Tra le ragioni indicate dall’amministrazione anche i limiti di bilancio e le difficoltà legate alle assunzioni. «Si tratta di una valutazione tecnica, non di una scelta ideologica», sostengono sindaco e assessore, assicurando che le decisioni saranno prese nell’interesse delle famiglie.

Comitato genitori Nella replica non manca una critica al Comitato Infanzia Bene Comune, comitato spontaneo di genitori di Foligno che si occupa della tutela dei servizi educativi pubblici per la prima infanzia, accusato di «utilizzare toni denigratori e pregiudiziali nei confronti dell’amministrazione comunale – si legge nella nota del Comune – Un atteggiamento che non aiuta la città, non aiuta le famiglie, non aiuta il confronto democratico». Il comitato era intervenuto anche nel Consiglio comunale aperto del 15 ottobre, chiedendo rette sostenibili, continuità educativa e certezze sull’organizzazione dei servizi, contro la scelta del Comune sulla gestione indiretta.

Botta e risposta Non si fa attendere la risposta di Barcaioli, che nella nuova replica, l’assessore regionale contesta la ricostruzione del sindaco e sostiene che l’amministrazione non stia affrontando il problema dei bambini rimasti senza posto. «Zuccarini è un sindaco chiuso nel proprio palazzo a fare calcoli improbabili pur di non guardare in faccia i 117, fra bambine e bambini, esclusi dai nidi della sua città – afferma Barcaioli – A una settimana dal consiglio comunale aperto e dopo venti giorni in cui una sola bambina è rimasta l’unica iscritta di un nido, il primo cittadino alla gestione degli asili nido ha preferito la propaganda».

Rette Barcaioli contesta anche le modalità con cui è stata assegnata la gestione del servizio, sostenendo che il bando abbia penalizzato la città, estromesso le cooperative umbre e interrotto la continuità educativa. Chiede inoltre al sindaco di rispondere alla questione delle rette: «Vista la sua propensione per i calcoli spieghi anche, come chiede il Comitato Infanzia Bene Comune, come una famiglia possa permettersi una retta di circa 660 euro al mese per il nido “Francesco Innamorati”». Nella nota stampa diffusa in serata, l’assessore regionale invita il Comune ad ascoltare le famiglie e a partecipare al bando regionale per ampliare l’offerta educativa: «Il mio unico interesse è il futuro dei più piccoli, motivo per cui tralascio le invettive personali che non risolvono l’emergenza dei mancati posti», conclude.