Bovini legati con corde cortissime, un vitello immerso nel letame fino al collo. Sono quaranta i capi bovini trovati dalla Forestale in condizioni igieniche e sanitarie precarie su un totale di 300 capi controllati dagli agenti in località Trognano, nel comune di Cascia, durante i controlli sul rispetto degli allevamenti animali.
Le condizioni degli animali Secondo quanto riferito dalla Forestale, i quaranta bovini sono stati trovati legati al collo con corde molto corte, attaccate lungo i muri della stalla impedendo loro qualsiasi naturale movimento. Molti degli animali presentavano diarrea e le unghie delle zampe, a causa dell’immobilismo, avevano raggiunto lunghezze tali che ne impedivano il normale deambulamento. I bovini, inoltre, erano costretti a coricarsi sui loro escrementi e un vitello è stato trovato immerso nel deposito dei letami, mentre cercava di divincolarsi dalla morsa melmosa che lo attanagliava.
Sequestro dei bovini I veterinari dell’Asl, chiamati dagli agenti del Corpo forestale dello Stato, hanno riscontrato il «palese stato di maltrattamento» subito dagli animali. La Forestale, su disposizione della competente Procura della Repubblica di Spoleto, ha disposto il sequestro dei bovini, con affidamento in custodia al sindaco del Comune di Cascia. Tutti i bovini nel frattempo sono stati spostati in un luogo idoneo sempre all’interno della stessa azienda. Il titolare è stato segnalato all’Autorità giudiziaria per maltrattamento di animali e mancata osservazione dei provvedimenti dati dall’autorità sindacale.
Narni: gabbie di bracconieri Sempre la forestale, stavolta a Narni, ha rinvenuto due gabbie, in rete metallica, utilizzate da bracconieri per la cattura di istrici, volpi, nutrie ed altri mammiferi di piccola taglia. Le trappole sono state sequestrate da sottufficiali e agenti del Comando stazione di Narni del Cfs, nell’ambito delle operazioni di controllo del territorio. Le gabbie erano nascoste tra la vegetazione, nei pressi di un terreno coltivato in località Colle, sotto il comune di Narni, collocate su sentieri che vengono usualmente percorsi dalla fauna selvatica. Di fattura apparentemente artigianale erano dotate di chiusura a ghigliottina azionata meccanicamente dalla preda tramite una pedana mobile interna. Secondo quanto riferito dalla Forestale, il particolare sistema di scatto e chiusura delle gabbie, data la vicinanza del ritrovamento con l’abitato di Narni Scalo, costituiva un grave pericolo sia per i numerosi animali d’affezione presenti nella zona, sia per quanti, in particolare bambini, vi si fossero imbattuti accidentalmente durante le normali attivita’ all’aria aperta. Sono tuttora in corso indagini volte all’individuazione dell’autore del reato.


Un anno è poco, ma gli animali sembra non interessino nessuno. “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. (MAHTMA GANDHI)