di Fra. Mar.
«Le frasi pronunciate dal mio assistito e intercettate all’interno della sua auto dopo il funerale di Lucentini sono tutte spiegabili: Armeni si è sfogato perché fino al giorno prima tutti i colleghi della caserma criticavano l’operato di Lucentini, invece dopo la sua morte lo hanno santificato». E’ l’avvocato Marco Zaccaria, che difende l’appuntato scelto Emanuele Armeni, in carcere con l’accusa di omicidio volontario, a spiegare in questi termini quelle terribili frasi pronunciate dal carabiniere.
La spiegazione della difesa «Io non rimpiango nulla. Non era un uomo, non era un carabiniere». Queste le pesantissime parole captate dalla cimice posizionata sull’auto di Armeni e a cui poi sono seguiti insulti irripetibili, sicuramente strani per uno che ha appena ucciso per sbaglio un collega con cui aveva un buon rapporto. Ma l’avvocato Zaccaria insiste: «Lucentini era uno molto pignolo in caserma, e non era facile lavorare con lui, è per questo che Armeni, che lavorava con lui da poco tempo, non ha accettato il comportamento dei suoi colleghi al funerale».Insomma, tutto ha una spiegazione secondo la difesa Armeni. Spiegazioni però che non hanno assolutamente convinto il gip di Spoleto, che ha lasciato in carcere l’appuntato. Per il giudice infatti è ancora sussistente il pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione di reato.
La M12 che si ‘carica da sola’ E quindi, se ancora gli inquirenti non hanno trovato un movente per questo delitto, hanno comunque trovato quelle che sempre più appaiono come delle verità insuperabili. In soccorso della procura arriva infatti la fisica, e il funzionamento della M12 S2. Da cui non può partire un colpo se prima non è stata caricata e sbloccata. «Il mio assistito – dice ancora Zaccaria – dice che si è armata in modo accidentale: nello scivolare Armeni ha detto di aver ritratto a sé il caricatore, quindi potrebbe essere accaduto lì. Oppure, prima, quando Lucentini ha tirato fuori l’arma da sotto il sedile impiegandoci qualche minuto perché era incastrata».
Impossible Racconti che fanno a cazzotti col buonsenso quando è appurato che per caricare una M12 si deve prima sbloccare posizionando la sicura sulla posizione desiderata, poi si deve caricare, cioè tirare indietro l’otturatore telescopico esercitando un peso di almeno 5 chili. E’ praticamente impossibile che possa essere successo mentre Armeni perdeva l’equilibrio. Ma è altrettanto quasi impossibile che possa essere accaduto quando Lucentini – secondo il racconto di Armeni – avrebbe estratto l’arma da sotto al sedile. Come faceva a caricarsi da sola? Altrettanto praticamente impossibile. E se anche così fosse stato, Armeni prende in mano un’arma visibilmente carica e la impugna come per sparare?
La traiettoria che non torna Perché una cosa la perizia balistica l’ha stabilita: quella traiettoria, che ha trapassato la nuca di Lucentini con una leggera inclinazione verso l’alto, implica una posizione ben precisa della persona che aveva l’arma in mano. L’avvocato Zaccaria dice che il colpo ad Armeni sarebbe partito nel momento di cadere, quando si appoggia all’auto. Ma per colpire Lucentini alla testa con una traiettoria orizzontale Armeni dove puntava l’arma? Nei prossimi giorni verrà effettuato un sopralluogo all’interno del cortile in cui è avvenuta la tragedia.

Piccolo appunto: tutti ma proprio tutti sapevano del carattere “difficile” del carabiniere ucciso. All’interno della caserma, pare fosse risaputo che tra i due “non corresse buon sangue”. La domanda é d’obbligo : ma i cosiddetti “vertici”, chi avrebbe la responsabilità di questi uomini ed indirettamente del loro operato… DOVE ERANO? E sopratutto : se é vero anche solo in parte ciò che è stato detto di chi non c’é piú e non può difendersi… perché “lasciarlo fare?” E se é vero anche solo in parte ciò che si è detto del suo collega… perché metterli in coppia? Perché non intervenire? Quando tanti anni fa ho vestito la divisa, anche se non quella dell’Arma, la regola era che se eri molto bravo ma… “non legavi molto con i colleghi”… ci si riuniva in famiglia e si cercava un compromesso che rendesse le cose più facili a tutti. È stato fatto? Sembrerebbe di no. E adesso, immancabilmente, piangiamo l’accaduto. Anzi : piangono l’accaduto. Non vi puzza un po’? Non è un’altra storia… all’italiana? Purtroppo? Forse non sarà molto popolare ciò che ho scritto ma… vogliamo guardarla in faccia la realtà? O ce la vogliamo nascondere? Come troppo spesso succede nel nostro paese? Un paese che purtroppo, per chi non se ne fosse ancora accorto, sta letteralmente cadendo a pezzi. Ed in fondo, episodi così tragici come quello che stiamo commentando, ne sono un’ulteriore dimostrazione. Grazie molto alla redazione per l’opportunità di commentare ciò che forse… non dovrebbe nemmeno essere commentato.