di Enzo Beretta 

«Le tradizionali feste organizzate negli spazi pubblici all’aperto la sera del 31 dicembre risultano generalmente vietate laddove implichino il rischio di assembramenti. L’esigenza di una mirata intensificazione dei controlli viene quindi necessaria anche nelle successive giornate prefestive e festive che presumibilmente saranno connotate da un’intensa mobilità urbana, specie nelle zone centrali e in quelle contraddistinte da una maggiore concentrazione di locali ed esercizi aperti al pubblico». Così scrive il capo di gabinetto Bruno Frattasi nella circolare diramata dal Viminale. Il documento è finito anche sul tavolo del prefetto di Perugia Armando Gradone il quale, considerato il difficile momento che stiamo vivendo in termini di contagi anche in Umbria, invita i cittadini alla «massima prudenza e alla cautela» durante i festeggiamenti di Capodanno.

L’enigma delle feste private Se da una parte le amministrazioni locali hanno fatto quadrato annullando i festeggiamenti nelle piazze e nelle strade, e le discoteche sono chiuse, le preoccupazioni per la notte di San Silvestro sono legate alle possibili violazioni dei divieti in strade e piazze dove ci si potrebbe assembrare e, soprattutto, al grande enigma delle feste private. È durante il Cenone di Capodanno con i brindisi nelle case, le danze e il cotechino, che la situazione potrebbe potenzialmente diventare ancor più critica di quella attuale in termini di contagi. Come provare a venirne fuori? Innanzitutto mettendo in campo comportamenti di «prudenza», come raccomanda il prefetto, evitando dunque le situazioni di sovraffollamento con un numero importante di partecipanti e invitati, specie dove gli spazi ristretti degli appartamenti non consentono il distanziamento. Seguendo le indicazioni della circolare del Ministero degli Interni si capisce già che le forze di polizia intensificheranno i controlli del territorio. Come già avvenuto in passato, ai tempi del lockdown, però, un sostegno importante potranno ancora offrirlo le segnalazioni ai numeri di emergenza laddove dovessero essere notati eccessi ma anche sospetti di situazioni potenzialmente preoccupanti.

Capodanno in famiglia Considerata la complicata realtà in termini di positivi al Covid – le ultime statistiche parlano di 3.100 contagi – non sono poche le persone che hanno disdetto il cenone al ristorante e cresce il trend di coloro che hanno deciso di rinunciare ad inviti da parte di amici per starsene a casa con i familiari più stretti. Un Capodanno forse meno divertente ma certamente più sicuro. In famiglia il pericolo maggiore è per gli anziani, che potrebbero infettarsi o reinfettarsi nonostante il vaccino, soprattutto quando ci sono bambini non immunizzati: in questo caso la raccomandazione è quella di indossare la mascherina quando ci si alza da tavola, dove, è sempre altamente raccomandabile mantenere il distanziamento per la sicurezza di tutti.

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