I cani maltrattati e denutriti a Deruta

Lo scenario che si presenta agli occhi degli agenti del corpo forestale di Marsciano è di quelli che si dimenticano difficilmente. Cuccioli e cani adulti denutriti, scodelle e ciotole per l’acqua insufficienti, alcuni di questi animali rinchiusi al buio,  tra quattro mura, senza finestre e legati a catene senza scorrimento. Le ciotole dell’acqua posizionate in modo che i cuccioli non riescono a bere e tenute in modo che riesce ad alimentarsi solo l’animale più forte in una cruenta selezione naturale. E poi il cattivo odore ovunque e escrementi, e liquidi stagnati sul terreno. Questo è quanto rinvenuto in una struttura adibita a canile nella località di Ripabianca, del comune di Deruta

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Nessun nulla osta Il canile è risultato privo del prescritto nulla osta sanitario: è un fabbricato in muratura con un terreno delimitato da una recinzione di rete metallica sorretta da pali in ferro infissi al suolo.Dagli agenti e dal veterinario dell’Asl 2 è stata accertata la presenza di secchi contenenti acqua non pulita ed in alcuni casi stagnante, con le alghe all’interno. E’ stata documentata l’assoluta assenza di cibo, le cucce in numero insufficiente rispetto al numero dei cani e alcune collocate a diretto contatto col suolo bagnato. Gli agenti hanno constatato la promiscuità tra animali, di sesso, età e razze diverse,

Il bilancio dell’operazione Nell’area recintata antistante il fabbricato sono stati trovati 25 cani , altri 5 cani all’interno di una stanza chiusa da una porta e priva di finestre, completamente al buio e su pavimentazione cosparsa di feci ed urine. Altri tre cani erano in un’area antistante la struttura: uno era un cucciolo di 50 giorni circa, gli altri due, di sesso diverso, erano legati ad unica catena di lunghezza inferiore ai 5 metri, priva del sistema di scorrimento che consentisse il libero movimento degli animali. I cani si ostacolavano vicendevolmente l’esemplare maschio, inoltre, versava in condizioni allarmanti sia dal punto di vista sanitario che per la evidente denutrizione.

Le patologie e infestazioni I veterinari hanno accertato infestazioni da pulci e zecche, congiuntiviti, dermatiti con perdita di peli, possibili sintomi riferibili a leishmaniosi,  sintomi gastro-enterici evidenziati su un cane di giovane età, che necessitava di cure veterinarie. Una cagna risultava a termine di gravidanza, uno degli animali, in stato di denutrizione, mostrava evidenti e gravi sintomi neurologici, 16 cani risultavano non identificabili in quanto, pur avendo età superiore ai 45 giorni, non erano stati dotati di microchip o tatuaggio. Dai primi accertamenti condotti emergerebbe che la struttura sia adibita ad allevamento a fini commerciali, eludendo le disposizioni in materia veterinaria e tributario-contributiva, scrive in una nota il Corpo Forestale, agli ordini del comandante Guido Conti. «Il gestore risulta intestario di 367 cani ma, per i 334 cani assenti, l’uomo non è stato in grado di fornire indicazioni. Non si esclude che alcuni degli animali possano essere morti a causa delle cattive condizioni di detenzione», ancora la nota.

I cani salvati Viste le precarie condizioni igienico-sanitarie della struttura e le pessime condizioni di detenzione e di salute degli animali, i cani sono stati assicurati ad una diversa struttura. Gli agenti in accordo con il magistrato hanno considerato opportuno sottrarre gli animali dalla disponibilità dell’attuale detentore, noto al Comando operante, in quanto deferito all’autorità giudiziaria in altre tre occasioni per reati analoghi a quelli accertati. All’operazione hanno collaborato tre elementi del Comando Forestale di Todi. L’intervento è stato realizzato in sinergia col servizio Veterinario dell’Asl2 di Perugia, intervenuto con 2 medici veterinari (alternatisi nel corso delle operazioni), 6 collaboratori tra vigili sanitari ed accalappiacani e 4 mezzi impiegati per il trasporto degli animali nel luogo di destinazione finale. L’eventuale condanna per il reato ipotizzato, comporterà anche l’applicazione della sanzione accessoria della confisca degli animali e della sospensione dell’attività di allevamento e commercio.

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5 replies on “Canile lager a Deruta: cuccioli e adulti denutriti, incatenati e in mezzo agli escrementi”

  1. Quando inizierà la giustizia a dare pene severe a questi “esseri umani” che compiano questi scempi?? E poi le chiamano bestie….Una vergogna.
    Ci vogliono più controlli e condanne severe, basta con superficialità e sentenze ridicole.

  2. Ma chi sono questi vigliacchi?! Come si fa ad avere un canile e lasciare morire gli animali in queste condizioni?! Ci vuole la galera per quesi incapaci! Ma se non vanno in galera neanche gli spacciatori e assassini, figuariamoci…

  3. Se gli si dessero minimo vent anni di galera, forse cambierebbe in Italia il continuo maltrattamento e abbandono di animali!

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