di Enzo Beretta
Il tribunale per i minorenni di Perugia nega alla madre del bambino di un anno arrivato lo scorso 15 maggio in fin di vita all’ospedale di Perugia di farle incontrare il figlio. «Rigetta la richiesta del difensore della madre di fare incontrare a genitrice col figlio», si legge nel provvedimento. Alla donna, indagata per lesioni gravissime, è stata sospesa la responsabilità genitoriale: il piccolo, di cui il papà si è sempre disinteressato, dopo il ricovero al Meyer è stato affidato a una coppia che si sta prendendo cura di lui.
Le fratture «Il complesso delle lesioni fratturative e non, prodotte in sequenza lungo un intervallo di tempo di circa due mesi – scrive il consulente del pm, il medico legale Mauro Bacci – considerata l’età del piccolo (non marching baby) non è riferibile ad eventi accidentali». Il consulente si sofferma sull’«incompatibilità del quadro fratturativo encefalico con la riferita caduta».
L’arresto cardiaco Quindi si concentra sull’arresto cardiaco del minore «provocato con elevata probabilità dall’immersione in acqua, responsabile delle ipotermie e alla sua inalazione responsabile di un quadro sub-asfittico», e «sarebbero stati evitati i gravissimi esiti della encefalopatia ipossico-ischemica derivata dall’arresto cardiaco stesso».
«Situazioni che possono condurre alla morte» Il consulente – si legge ancora nel provvedimento del tribunale per i minorenni di cui sono entrate in possesso le parti – rileva inoltre che «lo stato clinico del piccolo è rappresentato dalla cosiddetta sindrome del bambini maltrattato o battuto», in un «quadro correlato al ripetersi di azioni lesive, talora attuato in senso punitivo con tendenza a una progressione che in alcune situazioni possono condurre alla morte».
Non ci sarà nessun incontro Anche per queste ragioni – scrivono i giudici – «quanto alla richiesta del difensore della madre di far incontrare la genitrice col figlio, il tribunale osserva che la stessa non risponde alle esigenze emotive del bambino, che verosimilmente si è ormai abituato al distacco della madre, essendo stato tolto dalla sua custodia a maggio 2022 in occasione della scoperta dei maltrattamenti e delle lesioni». In tutto ciò «non è dato sapere quali emozioni negative il minore potrebbe subire da tale contatto, che gli potrebbe ricordare i traumi e le lesioni stesse».
