La sede della Corte dei conti (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Dovrà risarcire al Ministero dell’Istruzione quasi novemila euro l’ex preside di una scuola di Terni, giudicato responsabile per l’infortunio patito da una bidella. A stabilirlo, con una sentenza depositata nelle scorse ore, è stata la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti dell’Umbria. Nel marzo del 2013 la donna mentre cercava di entrare nella scuola elementare «Don Milani», a causa del malfunzionamento della fotocellula del cancello carrabile è rimasta bloccata nel meccanismo con la gamba destra, riportando alcune lesioni, un’invalidità temporanea di 85 giorni e una permanente dell’otto per cento.

La vicenda In sede civile, la vicenda di fronte al giudice del lavoro è terminata, nel 2020, con una condanna a carico del Ministero di 17.346 euro, cifra poi chiesta all’ex preside (ora in pensione) dalla Procura contabile a titolo di danno erariale indiretto. Secondo la magistratura contabile il dirigente all’epoca non aveva tempestivamente chiesto la riparazione dei due cancelli (quello carrabile e quello pedonale), entrambi malfunzioanti da tempo. La scuola è di proprietà del Comune che ha spiegato come le manutenzioni, quando richieste, sono state sempre eseguite ma che non risultano segnalazioni della scuola nel periodo che va dal dicembre 2012 al settembre 2013, data in cui il preside chiede la riparazione.

La sentenza Per la Corte c’è stata quindi «una antidoverosa omissione di tempestiva segnalazione dei guasti dei due cancelli», con un’inerzia «protratta anche per molti mesi dopo il sinistro». Nel complesso la magistratura parla di una «condotta, oltre che gravemente violativa degli obblighi di servizio su di lui gravanti, anche caratterizzata da una elevata negligenza e imprudenza». Nel corso dell’udienza l’ex preside ha sottolineato che la bidella avrebbe tentato di entrare in tutta fretta per timbrare il cartellino, forzando il cancello carrabile senza però riuscire ad aprirlo del tutto; al posto di quest’ultimo secondo il dirigente avrebbe dovuto usare quello pedonale.

Cifra dimezzata «Risulta acclarato da plurime dichiarazioni – sottolinea però sul punto la Corte – che il personale scolastico era solito transitare attraverso il cancello grande scorrevole, in quanto quello pedonale era da tempo bloccato». In sede civile non è stata chiamata in causa, come lamentato dal dirigente, la compagnia assicuratrice alla quale il preside aveva denunciato l’infortunio, circostanza che «avrebbe verosimilmente potuto dar luogo a una riduzione del danno risarcibile»; ecco perché la Sezione, pur accogliendo la richiesta della Procura e tenendo conto che si parla di responsabilità a titolo colposo, ha ridotto del 50 per cento la cifra da risarcire, che ammonta quindi a 8.673 euro.

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