Un fucile (foto di Paul Einerhand da Unsplash)

di C.F.

Due colpi di fucile mandano in frantumi la finestra di un’abitazione di Spoleto in zona Collerisana, senza fortunatamente ferire nessuno. Una donna, madre di due figli, lunedì pomeriggio si è presentata al commissariato di Spoleto per denunciare l’accaduto. In quell’area residenziale, dalle prime luci dell’alba e fino alle 9.30, si è consumata una battuta di caccia al cinghiale ai fini del contenimento della specie, autorizzata dalla Regione e del Comune, ma che ha coinvolto anche le forze dell’ordine e i volontari della Protezione civile, impegnati a vigilare sul rispetto dei vari divieti di transito che si sono resi necessari. In base a quanto ricostruito, la “braccata” al cinghiale dei 15 cacciatori si sarebbe apparentemente conclusa senza problematiche, nel senso che quando l’area è stata riaperta e tutti sono tornati a casa non si aveva notizia delle fucilate contro l’abitazione. La doccia gelata sull’operazione di contenimento della specie è arrivata alcune ore dopo, ovvero nel pomeriggio, quando la parte offesa, ovvero la donna e residente nella casa raggiunta dai colpi di carabina si è presentata in commissariato per denunciare il fatto, facendo scattare le indagini conseguenti. La questura nella prima serata si è limitata a dire che due uomini sono stati denunciati alla Procura di Spoleto per “aver violato il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, omettendo di adottare tutte le cautele e prescrizioni imposte dal questore per assicurare che l’abbattimento selettivo avvenisse in condizioni di sicurezza”.

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