Non si placano le polemiche dopo che sei attivisti di Arcigay sono stati denunciati per disturbo dell’altrui occupazione dalla procura di Perugia. L’ultima a prendere nota è l’associazione Bellaqueer che in una nota definisce le denunce, arrivate a Perugia e anche in altre città italiane, «rappresentano l’ennesimo tentativo di silenziare un’inarrestabile rivendicazione di eccedenza dalla norma eterosessuale».

Le sentinelle «Domenica 5 ottobre – si legge in una nota – le strade e le piazze delle città italiane sono state invase da un fiume di gente festante, che con ironia e gioia ha travolto l’immobile oltranzismo cattolico omofobico e sessista delle “Sentinelle in piedi”, scese ancora in piazza in nome di una fantomatica libertà di espressione. Un’esplosione che ha mostrato un protagonismo sociale differente, che non si limita alla difesa della libertà, ma è pratica della libertà esso stesso. In tantissimi hanno riconquistato con una forza dirompente quegli spazi di vita sociale e di rivendicazione, sempre meno accessibili a chi ha difficoltà a riconoscersi dentro categorie prestabilite e, pertanto, controllabili, come gay, lesbiche e trans, ma anche donne, precari e migranti».

Le denunce «A Perugia il 29 marzo scorso avevano reagito in maniera spontanea e rumorosa alla violenza del silenzio imposto dalle sentinelle in Piazza della Repubblica. Ma a fronte dei tanti tamburelli che domenica a Napoli hanno accompagnato la riconquista delle strade, nella città umbra un solo tamburello è bastato a dare avvio a procedimenti legali, tanto pesanti per i capi di imputazione quanto ridicoli per le argomentazioni. A distanza di sei mesi sono, infatti, stati denunciati alcuni attivisti dell’Omphalos Arcigay Arcilesbica Perugia e del Collettivo Bella Queer Perugia che quel giorno di marzo si trovavano in piazza insieme a tante soggettività del mondo LGBT, femminista e queer della città. “Ombrelli colorati, accessori di abbigliamento multicolore e cori” e la percussione di un famigerato “tamburello di grosse dimensioni”, secondo quanto riportato nei documenti della Procura, sarebbero le armi improprie a disposizione degli/delle accusati di disturbo della quiete pubblica, manifestazione non autorizzata e oltraggio a pubblico ufficiale».

Appello alla città «Facciamo appello alla città di Perugia, alla sua ricchezza straordinaria di cooperazione, alle soggettività critiche che essa produce tutti i giorni: risvegliamo gli anticorpi in grado di debellare i continui attacchi ai diritti di tutti, riprendiamoci agibilità politica in città, per praticare un esercizio comune e collettivo di libertà».

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