«Con la pubblicazione di oggi sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia è stato definitivamente attivato il nuovo Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria di Umbria e Marche con sede a Perugia. La costituzione del nuovo Provveditorato è un ulteriore, eloquente cambio di passo rispetto ai sinistri governi che risparmiavano sulla sicurezza, facendo arretrare lo Stato». Lo afferma Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Giustizia.
Sicurezza «A breve – prosegue – anche la costituzione del Prap Abruzzo e Molise già previsto per legge e per il quale è in corso l’iter amministrativo che ne decreterà l’operativita’. Con il Governo Meloni è definitivamente archiviata l’infausta stagione dei maxi-provveditorati voluti da una sinistra, mani di forbice sulla sicurezza. La sicurezza per noi – sottolinea – è investimento per la nazione, non spesa da sforbiciare».
Proietti L’istituzione viene accolta dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, come «un segnale di attenzione da parte del Governo per il sistema carcerario della nostra regione». La presidente ha ricordato di aver avanzato la richiesta «fin dal mio primo incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avvenuto a gennaio» e ha sottolineato che l’accorpamento con Firenze «si era rivelato un errore, soprattutto in considerazione della situazione particolare dell’Umbria, che ospita una popolazione carceraria quasi doppia rispetto alla media nazionale per effetto della presenza di tanti (ben 4) e complessi istituti».
Primo passo Proietti ha richiamato i problemi derivanti da carenze di personale, sovraffollamento, disagio mentale e spese sanitarie aggiuntive per oltre 13 milioni l’anno, denunciati costantemente dalla giunta regionale. «Si tratta di una situazione oggettivamente allarmante – ha detto – segnata da episodi di violenza e autolesionismo che mettono a rischio la sicurezza del personale e le condizioni di vita dei detenuti». Per la presidente, il nuovo provveditorato rappresenta «un primo passo per poter garantire dignità alle persone recluse, perché va sempre ricordato che lo scopo finale della pena è la rieducazione nel rispetto dell’articolo 27 della nostra Costituzione, anche dignità e sicurezza a tutti coloro che lavorano nelle carceri».
Barcaioli «Era ora che l’Umbria avesse un Provveditorato con sede a Perugia», ha commentato l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, che ha indicato come «il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare la gestione delle carceri in una politica di umanità» e ha richiamato la necessità di «percorsi di reinserimento e supporto a chi ha commesso un crimine, se davvero vogliamo abbattere la recidiva».
Lega Soddisfazione è stata espressa anche dai consiglieri regionali della Lega, Enrico Melasecche e Donatella Tesei, secondo i quali «l’uscita odierna del Bollettino ufficiale segna una data storica» e il nuovo presidio «consentirà di gestire con maggiore efficacia i flussi dei detenuti». I due esponenti hanno rivendicato il ruolo del partito e sottolineato il lavoro degli agenti penitenziari, «uomini e donne che, in condizioni spesso proibitive, portano avanti un lavoro difficilissimo, mettendo talvolta a rischio anche la loro incolumità».
Verini Per il senatore Pd Walter Verini, «finalmente sembra che le spinte dei sindacati di polizia penitenziaria, di forze politiche e anche nostre, siano state ascoltate», ma ora «servono nelle carceri italiane ed umbre misure urgentissime e fattibili contro il sovraffollamento, contro le condizioni strutturali delle sedi spesso fatiscenti e perfino senza acqua».
