di M. R.

Recapitato nei giorni scorsi, ai nove indagati per la morte dell’operaio Ast Gianluca Menichino, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Tk-Ast Dalla data della notifica, i destinatari hanno venti giorni di tempo per produrre, secondo quanto indicato dalle norme di legge, memorie difensive o altra documentazione, nonché richiedere al pubblico ministero di essere ascoltati o produrre nuovi atti di indagine. Trascorso questo termine, il pm formulerà la richiesta di archiviazione, oppure quella di rinvio a giudizio al giudice per l’udienza preliminare. Sul tavolo della procura intanto è arrivato il rapporto dell’Usl elaborato a seguito di sopralluogo sul luogo del tragico infortunio. La relazione dell’azienda sanitaria locale fa seguito alla perizia del consulente tecnico d’ufficio nonché a quella del medico legale.

Morte Menichino Gianluca quel maledetto 10 luglio del 2017, fu schiacciato da un rotolo d’acciaio di 22 tonnellate in movimento lungo il carroponte. In base a quanto evidenziato dal perito, gli apparati meccanici all’impianto Lac2 del reparto  Pix1, funzionavano regolarmente e non furono la causa dell’infortunio in fabbrica; per questa ragione, è stato altresì evidenziato, «non è possibile sapere con certezza cosa abbia innescato il movimento anomalo del coil, se una manovra errata, un inciampo o un malore dell’operatore». Queste in sostanza le tre ipotesi formulate dal consulente tecnico che ha sottolineato anche come il Dvr, Documento di valutazione dei rischi non contenesse un’analisi dedicata a quella specifica zona di lavoro dove interferiscono una linea di produzione, uno spazio di manovra per operazioni di sollevamento e una scala di servizio/sicurezza».

Acciai speciali Terni Sarà l’intero iter giudiziario a fare luce sul tragico infortunio e ad accertare eventuali responsabilità; nove sono gli iscritti nel registro degli indagati, tra questi il numero due di Acciai speciali Terni, l’ingegnere Massimo Calderini, responsabile di stabilimento: l’ipotesi di reato è omicidio colposo. Di certo la ferita aperta dalla morte del 35enne brucia ancora e la famiglia dell’operaio, assistita dall’avvocato Marco Tudisco del Foro di Terni, chiede giustizia. Il tema della sicurezza è sempre d’attualità. La prossima settimana, in prefettura, attesa la firma sul protocollo dedicato, che include anche le tematiche salute e ambiente.

 

 

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