di Chiara Fabrizi
Arrestati e portati in carcere con l’accusa di aver compiuto la rapina del 5 ottobre 2024 alla gioielleria Biagini, nel cuore del centro storico di Perugia, quando verosimilmente in 7-8 minuti sono riusciti a rubare oltre 100 mila euro di orologi e gioielli. Gli uomini della squadra mobile di Roma, ma sul colpo di Perugia le indagini sono dei carabinieri, hanno smantellato una presunta associazione per delinquere finalizzata a una lunga serie di rapine aggravate e ricettazione, tra cui il maxi colpo in una gioielleria dei Parioli fruttato 900 mila euro. Sette gli uomini arrestati, cinque dei quali portati in carcere, tra questi i tre banditi di Perugia, mentre per altri due sono scattati i domiciliari.
A entrare in azione nella gioielleria Biagini di Perugia, stando alla ricostruzione degli investigatori, sarebbero stati un romano di 62 anni e un 47enne originario della Sicilia, ma residente ad Aprilia (Latina). Con loro all’interno del negozio anche un giovane, che però non è stato identificato. Il colpo di Perugia viene contestato anche al 56enne, pure lui originario della Sicilia ma residente ad Ardea (Roma), considerato dalla Procura di Roma il capo della presunta associazione per delinquere: lui per la rapina da Biagini viene indicato come il mandante.
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Stando alle indagini, la banda avrebbe raggiunto Perugia con una Fiat 500X scura e con un furgonato della Opel bianco, entrambi con targa clonata. All’interno della gioielleria Biagini sono entrati per primi, dopo aver suonato il campanello, il 62enne romano insieme al giovane non identificato, che si sono finti zio e nipote interessati a un Rolex Submariner. Con modalità del tutto analoghe poco dopo è entrato in gioielleria anche il 47enne di origine siciliana, che voleva conoscere il prezzo di una collana esposta in vetrina, dal costo di 54 mila euro.
La messinscena è proseguita col 62enne e il giovane che avrebbero chiesto di vedere anche tre orologi Omega, mentre il 47enne ha finto di ripiegare su gioielli meno costosi, riuscendo così a farsi portare dal caveau alcuni rotoli di bracciali. A quel punto sono state estratte le armi: il primo a tirare fuori una pistola con silenziatore sarebbe stato il più anziano, che ha ordinato ai commessi di spostarsi per permettere ai due complici di prendere tutto quello che c’era sui banconi. Sempre lui avrebbe anche puntato la pistola contro un altro commesso, ordinandogli di prendere la collana da 54 mila euro in vetrina. Poi è spuntata la seconda pistola, anche questa con silenziatore: a estrarla il giovane non identificato che avrebbe messo le mani sulla preziosa collana e pure su altri gioielli esposti nella stessa vetrina. Minacciato anche il titolare della gioielleria, costretto a consegnare altri gioielli prima che i tre rapinatori riuscissero a farsi sbloccare la porta e a scappare con un bottino di circa 116 mila euro.
La fuga dalla gioielleria Biagini di via Calderini è stata breve, perché in via Alessi c’era un quarto uomo, il palo, ad attenderli a bordo della Fiat 500X. Tuttavia, un tassista ha visto lo strano trio con un borsone giallo in fuga ed è stato in grado di fornirne una descrizione utile, ma naturalmente non sufficiente. A fare la propria parte anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza sia della gioielleria che quelle comunali e private: le immagini, all’esito di un lavoro investigativo particolarmente complesso, hanno restituito il percorso compiuto dalla banda dalla E45 al centro storico di Perugia, dove tra le 11:17 e le 11:18 i tre sono entrati in gioielleria per la rapina, ma anche l’itinerario pianificato per la fuga: per dare un’idea della rapidità, alle 11.26 erano già all’interno della galleria Kennedy a bordo della Fiat 500X. Ora per il presunto mandante e i due identificati come gli esecutori materiali è scattato il carcere.
