venerdì 20 luglio - Aggiornato alle 22:37

Terni, muore dopo mesi l’operaio schiacciato da rotolo d’acciaio in Ast

Si è spento all’ospedale di Branca il 35enne Gianluca Menichino, dopo tre notti in Rianimazione. L’Umbria piange il lavoratore e chiede più sicurezza in fabbrica

 

di Marta Rosati

Il dolore dei familiari stride con quella speranza coltivata sino alla fine: Gianluca Menichino non ce l’ha fatta. È morto martedì mattina l’operaio di Acciai speciali Terni che lo scorso luglio durante una manovra col carroponte era rimasto schiacciato da un rotolo d’acciaio contro una scala all’interno del reparto Pix, nell’area a freddo dello stabilimento di viale Brin. Si è spento all’ospedale di Branca, era stato trasferito lì tre notti prima dalla clinica riabilitativa Santo Stefano di Foligno; un peggioramento del quadro clinico lo aveva infatti costretto alla Rianimazione.

Gianluca Menichino Una manovra azzardata o un malfunzionamento, sarà l’esito dell’incidente probatorio a chiarire le circostanze di quel maledetto giorno di luglio, quello in cui l’operaio Ast del reparto Pix1, all’impianto Lac2 (il laminatoio a caldo), nella movimentazione di un coil d’acciaio per lo stoccaggio, è rimasto gravemente infortunato. A terra, quel giorno, tra colleghi sgomenti, Gianluca lasciò a terra solo la mascherina protettiva rotta e una pozza di sangue mentre immediata fu la corsa in ospedale. Al Santa Maria scattarono subito gli interventi salvavita ma i medici in questi sei lunghi mesi di agonia non hanno mai fatto mistero di un quadro clinico profondamente compromesso.

Operaio 35enne schiacciato da coil Mamma Elena non ha mai smesso di sperare, non si è mai stancata di pregare ed ha accompagnato Gianluca fino alla fine. Tutta la città di Terni, di fatto, non ha mai smesso di credere che Gianluca potesse farcela. Prima di Natale, alla tradizionale messa Ast, celebrata dal vescovo, lo stesso amministratore delegato Massimiliano Burelli aveva rivolto un pensiero all’operaio dell’acciaieria e alla sua famiglia, ma a distanza di pochi giorni dalle feste natalizie e a sei mesi dal terribile incidente sul lavoro, il 35enne ha mollato nella sua lotta tra la vita e la morte, lasciando un vuoto immenso.

Nove indagati per omicidio colposo Prosegue intanto l’inchiesta giudiziaria: la procura a seguito dell’incidente aveva da subito aperto un fascicolo. Nove gli iscritti nel registro degli indagati, tra questi il numero due di Acciai speciali Terni, l’ingegnere Massimo Calderini, responsabile di stabilimento; e se prima si indagava per lesioni gravi, ora l’ipotesi di reato è omicidio colposo. Il legale della famiglia Menichino, Marco Tudisco del foro di Terni, ha ottenuto dal pm Tullio Cicoria la richiesta al Gip, Simona Tordelli, di  disporre l’autopsia sul corpo del giovane: si è richiesto cioè di «procedere con incidente probatorio al fine di legare la morte di Gianluca all’evento del 10 luglio 2017». La salma dunque resta a disposizione dell’autorità giudiziaria ed è pertanto difficile ipotizzare una data per le esequie. Atteso invece a stretto giro l’esito dell’incidente probatorio eseguito per accertare l’esatta dinamica dell’incidente in fabbrica: «Il termine per il deposito della perizia – dichiara l’avvocato Tudisco – scade il 13 gennaio».

@martarosati28

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