Cercavano da tempo quella Volkswagen Passat grigia e hanno fatto centro: i carabinieri hanno arrestato un albanese di 28 anni ritenuto responsabile di numerosi furti nelle ville della provincia di Perugia.
La segnalazione La Passat era stata rubata a ottobre a Spina. I carabinieri le stavano dando la caccia, fino a lunedì sera, quando i militari della compagnia di Assisi hanno predisposto un servizio di pattugliamento. L’attività ha dato l’esito sperato quando un cittadino ha segnalato un tentativo di furto in atto a Bastia Umbra, frazione Costano. I carabinieri hanno circondato la zona ed è stata subito intercettata la Passat con tre persone a bordo che, alla vista delle gazzelle dell’Arma, hanno abbandonato il veicolo e si sono dati alla fuga a piedi.
L’inseguimento E’ partita una serrata battuta di ricerca che ha consentito di rintracciare uno dei tre, mentre avevano appena sottratto un furgone nella zona industriale di Santa Maria degli Angeli. Si tratta di R.A., 28 anni albanese, pregiudicato, irregolare, già espulso dal territorio nazionale e successivamente respinto alla frontiera nel 2009. Lo straniero – visti i militari – si è gettato dal furgone in corsa e ha cercato di scappare a piedi saltando con agilità le recinzioni di vari fabbricati delle industrie ma stavolta i carabinieri sono stati più veloci e sono riusciti a raggiungerlo e a bloccarlo dopo un rocambolesco inseguimento a piedi.
Il kit del perfetto ladro Nella vettura sequestrata è stata rinvenuta ingente refurtiva con oltre 500 monili di oro e numerosi orologi di varie marche e modello. Una caratteristica particolare del bottino: l’oro era contenuto in 5 federe di cuscino di diverso colore, probabilmente una per ogni casa visitata dalla banda. Inoltre, i carabinieri hanno recuperato un vero e proprio kit del perfetto ladro: mazze, spranghe di ferro, cacciaviti, altri arnesi da scasso e guanti da lavoro. Ma c’era un elemento in più che potrebbe facilitare l’opera dei militari per ricostruire i movimenti del pericoloso gruppo criminale: un trapano a mano (come quello utilizzato per aprire la finestra nell’ultima rapina perpetrata a Brufa o in altre rapine in villa nella zona) ed un uncino di ferro per l’apertura – attraverso il foro praticato nel legno – degli infissi.
Caccia ai complici Mentre prosegue la caccia agli altri due fuggitivi, l’albanese arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Capanne e risponderà di furto in abitazione, furto aggravato di autovettura, ricettazione, reingresso illegale nel territorio italiano e porto di armi od oggetti atti ad offendere.


e ora di finirla con queste storie di pregiudicati irregolari, rimandateli in patria via mare,
con un canotto a remi, e se si riavvicinano alla costa sparate.
Possobile che i cittadini onesti che lavorano debbano aver paura in casa propria di certa gente ?
basta