di Massimo Colonna
Associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti. E’ questa l’accusa accostata al sindaco Leopoldo Di Girolamo, finito nella lista delle persone indagate nell’ambito dell’Operazione Spada, quella mossa dalla procura in merito agli appalti pubblici dell’amministrazione comunale. Il primo cittadino è inserito nel filone che riguarda il verde pubblico anche se per il momento non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. E mercoledì scorso, durante il consiglio comunale, lo stesso Di Girolamo non ha rilasciato dichiarazioni in merito anche se in un passaggio del suo intervento ha spiegato che «ritirarsi ora sarebbe non solo un tradimento del mandato elettorale ma un danno alla comunità ternana». Forse un messaggio alle opposizioni che a più voci chiedono le dimissioni della giunta.
Le accuse L’aggiornamento della posizione del sindaco arriva dunque con la richiesta di proroga delle indagini da parte della procura della Repubblica, che in questa operazione si sta muovendo con il sostituto procuratore Raffaele Iannella. Gli inquirenti hanno infatti chiesto altri sei mesi di tempo per portare avanti le indagini ma non per tutte le posizioni tirate in ballo al momento dell’avvio dell’inchiesta, quando il 17 novembre scorso sono state messe a segno una cinquantina di perquisizioni in uffici comunali e nelle cooperative sociali coinvolte. Le accuse contro il sindaco definiscono sempre lo stesso quadro, ossia quello della associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, in riferimento al verde pubblico.
La replica sul verde E anche sul fronte del verde pubblico il primo cittadino aveva fatto il punto della situazione in occasione del consiglio comunale del 21 novembre scorso. «Sul versante del verde pubblico – aveva spiegato Di Girolamo – è stata presa la decisione di suddividere la parte in tre lotti, con l’obiettivo di ottimizzare il servizio anche in virtù delle scarse risorse a disposizione dell’ente e della situazione di criticità che è emersa ultimamente in questo tipo di interventi».
Gli indagati La richiesta di proroga delle indagini ha riguardato sette persone. A questo punto gli indagati nell’Operazione Spada salgono da 16 a 17, ma non è escluso che la procura decida di far uscire qualche nome dal registro o decida di suddividere il lavoro in diversi faldoni, portando avanti dunque i procedimenti anche con tempistiche differenti.
Il passaggio in consiglio Secondo quanto trapela da Palazzo Spada il sindaco è intenzionato a dare notizia tramite un comunicato dell’eventuale ricezione dell’avviso di garanzia, seguendo la linea già individuata nel caso del percolato. Intanto, in occasione del consiglio comunale in cui è stato approvato il piano di rientro economico, il sindaco non ha riferito direttamente in merito alla sua posizione, ma nel ringraziare i consiglieri ha sottolineato «il loro senso di responsabilità per il loro onorare il mandato degli elettori, per il farsi carico dei problemi della comunità, anche in un clima non facile. Ritirarsi ora sarebbe non solo un tradimento del mandato elettorale ma un danno alla comunità ternana che vedrebbe meno l’azione amministrativa necessaria per cogliere le opportunità che questa amministrazione, insieme al Governo e alla Regione, è riuscita a costruire nei mesi scorsi. Le opportunità dell’area di crisi complessa, del patto per lo sviluppo siglato con la Regione, di Agenda urbana e dei fondi europei, possono essere colte e sono una risposta concreta alle aziende, ai cittadini, alle associazioni, a tutti colori che chiedono risposte concrete alle difficoltà di questa stagione».
@tulhaidetto
