Erano le 17.10 in America, le 2,10 del mattino in Italia, quando il volo 553 della ‘British Airways’ è atterrato all’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma, nello Stato di Washington: a bordo, confusi tra gli altri passeggeri, Amanda Knox e i suoi genitori, Curt Knox ed Etta Mellas. «In questo momento mi sento veramente frastornata», è stata la prima dichiarazione pronunciata dalla 24enne studentessa americana, una volta scesa dall’aereo.
Grazie a tutti «Guardavo giù dal finestrino e mi sembrava che non ci fosse niente di vero. Per me è importante ringraziare semplicemente tutti coloro i quali hanno creduto in me, mi hanno difesa, hanno appoggiato la mia famiglia, che è per me la cosa più importante. Adesso voglio soltanto andarmene via con loro», ha concluso, versando lacrime a profusione. «Perciò, vi ringrazio di essere venuti qui per me». Amanda è tornata nella sua città dopo quasi quattro anni trascorsi in prigione in Italia.
Difficoltà con l’inglese «Continuano a ricordarmi di esprimermi in lingua inglese, perché incontro difficoltà a farlo», ha detto ancora Amanda e poi si è allontanata insieme ai genitori. Al posto della ragazza ha tenuto una breve conferenza stampa nello scalo aereo Theodore Simon, avvocato di famiglia degli Knox: «E’ stata una maratona da incubo, quattro anni logoranti e orribili, che nessun figlio, nessun genitore dovrebbero mai ritrovarsi a sopportare», ha sintetizzato il legale, che ha quindi elogiato «pazienza, coraggio, dignità, resistenza, grazia e soprattutto fede di cui hanno dato prova Amanda e i suoi».


Dignità???? quale dignità??? coraggio??? e allora la famiglia di Meredith che dovrebbe dire????? Ma se a questa le hanno anche dedicato un film????? L’unica vera famiglia ad aver perso qualcuno è la famiglia Kercher… e BASTA!!! Loro e basta hanno dato vero e significativo esempio di dignità, coraggio, resistenza e pazienza… ma loro dovranno farlo per tutta la vita, senza una figlia e senza una sorella….
Le prove contro Raffaele e Amanda non esistono. Le sole impronte insanguinate reali sono tutte e solo di Guede. A scappare all’estero e chiedere il rito abbreviato per concorso in oicidio è stato Guede, ben sapendo che la pena inflitta subito per concorso in omicidio sarebbe stata ben più lieve di una condanna per omicidio che è quella che a rigor di logica e secondo le prove, meriterebbe. Mi vergogno di questi pessimi inquirenti con l’ossessione della carriera e della visibilità sui media, mi vergogno delle immagini che mostrano in che modo inaccettabile sono state repertate le stanze e gli oggetti in quella casa. Mi vergogno di una giustizia che tiene in galera due ventenni senza lo straccio di una prova solo perchè lei è amerikana e lui un figlio di papà. La giustizia dovrebbe essere uguale per tuti e soprattutto, non dovrebbe occuparsi degli innocenti.