Un altro episodio di violenza in carcere, questa volta a Orvieto. In base a quanto denuncia il segretario regionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), Fabrizio Bonino, nei giorni scorsi un detenuto avrebbe attaccato fisicamente e minacciato un agente dell’istituto penitenziario.

L’episodio «Nel corso di una videochiamata – racconta Bonino – un detenuto ha sottratto con forza il tablet dal supporto che ne impedisce l’uso improprio. Alla ripresa da parte dell’agente, il detenuto ha reagito con insulti, minacce di morte («ti ammazzo») e violenti spintoni, tentando più volte di colpirlo al volto. L’aggressione, iniziata in sala colloqui, è proseguita anche fuori». Alla fine, l’intervento di un altro agente «con l’aiuto di altri detenuti» avrebbe posto fine alle aggressioni. Alla luce di ciò il sindacato torna a condannare «l’attacco a un nostro collega e ennesimo campanello d’allarme di un sistema penitenziario in ginocchio. Il personale è lasciato solo, esposto a rischi inaccettabili in istituti dove il controllo è minato da carenze strutturali». Ricordando anche che il carcere di Orvieto «ospita 30 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare, mentre l’organico della polizia penitenziaria conta decine si unità in meno rispetto al previsto».

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