di Daniele Bovi e Francesca Marruco
L’Umbria è «una regione tutto sommato sana da un punto di vista di evasione fiscale». Parola del comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Vincenzo Tuzi, che con Umbria24 tira le somme dei controlli effettuati nel week-end su evasione, lavoro nero e merci contraffatte spiegando poi come il prossimo fronte sarà quello degli affitti in nero. «All’esito dei controlli – spiega Tuzi – si nota un leggero aumento della mancata emissione di scontrino e ricevuta fiscale, lo scorso anno ci si attestava su un 28%-30% mentre quest’anno siamo intorno al 37%. Ma questo potrebbe essere dovuto anche ad una migliore selezione degli obiettivi da parte nostra, aiutata anche dal numero di segnalazioni che è aumentato». Ad aiutare le fiamme gialle in moltissimi cai sono i cittadini: «Da gennaio in avanti- prosegue Tuzi – abbiamo registrato moltissimi contatti per segnalarci casi di evasione fiscale che ci aiutano nell’attività operativa. Per le segnalazioni un buon 80% risultano fondate e riguardano il mancato rilascio dello scontrino. Durante l’operazione del fine settimana alcuni verbali sono stati elevati proprio in seguito alla segnalazione del cliente a cui non è stato fatto lo scontrino».
Gli affitti in nero «Sul versante dell’abusivismo, lavoro nero e contraffazione – continua -, diciamo che ci sono dati non certo allarmanti, ma sicuramente si può parlare di una presenza sporadica nel territorio che comunque non ha caratteri di criticità di altre regioni». In cantiere c’è poi un vasto piano di controlli mirati a scovare chi affitta in nero: «Alcune segnalazioni – spiega il colonnello – già le abbiamo: partiremo a breve con un’indagine a vasto raggio studiando il fenomeno».
Scontrini e ricevute In tema di scontrini e ricevute, dai maxi-controlli effettuati venerdì e sabato dal comando provinciale della guardia di finanza di Perugia emerge come su 155 controlli effettuati, in 58 casi sono state registrate violazioni «per mancata o irregolare emissione». Un caso su tre. Un numero, come spiegato da Tuzi, in leggera crescita rispetto al passato e che riguarda le più disparate categorie economico-commerciali. Le verifiche delle fiamme gialle, che nel week-end hanno schierato a Perugia e provincia 81 pattuglie e 164 uomini, hanno riguardato come detto anche il lavoro nero, l’abusivismo e le merci contraffatte. Nel mirino, oltre a bar e negozi, agriturismi, resort, bed&breakfast e centri benessere in generale. I casi scoperti negli ultimi gioni sono da aggiungere alle 414 violazioni dei primi quattro mesi dell’anno frutto di 1.388 controlli: anche qui, in un caso su tre sono state contestate irregolarità.
Auto di lusso e merci contraffatte Novemila invece sono stati i pezzi di merce contraffatta sequestrati per i quali sono state denunciate due persone. Perlopiù si tratta di vestiti (8.178 capi) oltre a occhiali, orologi, apparecchi elettrici privi del marchio CE e pure 32 bombole di gas. In quest’ambito nei primi quattro mesi le fiamme gialle hanno scoperto 23 mila oggetti falsi o non conformi alle norme di sicurezza e denunciato cinque persone. Ventisei poi sono stati nel fine settimana i blitz effettuati per scoprire lavoratori in nero: undici quelli scovati oltre a cinque irregolari. Negli altri 22 controlli eseguiti dall’inizio dell’anno i militari hanno complessivamente registrato 50 lavoratori in nero e 607 irregolari. Dati utili arrivano poi dall’individuazione, fatta sempre venerdì, di 36 auto di lusso. Nei confronti dei proprietari la finanza predisporrà una serie di accertamenti fiscali: «Da oggi – conclude Tuzi – inizia un’attività più penetrante per tirare fuori elementi di criticità. Ad esempio i controlli sulle auto possono condurre a qualcosa di più interessante».

